Jannik Sinner vince le Nitto ATP Finals 6-4 6-4 in un’ora e 24 minuti e diventa il primo italiano a vincere il titolo di “Maestro”
TORINO – Non ci sono davvero più aggettivi per descrivere le gesta dell’attuale miglior tennista del mondo. Jannik Sinner entra di diritto nella storia di questo sport vincendo le Nitto ATP Finals senza mai perdere nemmeno un set. Ci era andato vicino anche l’anno scorso, quando si dovette però arrendere in finale a Novak Djokovic, già battuto nel round robin nel match più bello di quel torneo.
Un’impresa unica, riuscita con questa formula solo a Ivan Lendl nel 1986, in un tennis completamente diverso. Certo, in questa edizione mancava il serbo e l’unico che ha dato del filo da torcere quest’anno al ventitreenne di San Candido, ovvero Carlos Alcaraz, è stato eliminato ai gironi.
Ciò non toglie minimamente importanza all’impresa, anzi. Dimostra quanto fosse alto il livello del torneo dei primi otto al mondo e quanto Sinner sia ormai davvero ingiocabile. De Minaur, Medvedev, Ruud e Fritz due volte. Letteralmente spazzati via, annichiliti da uno strapotere, una forza mentale prima che fisica che lascia senza fiato l’avversario.
Otto titoli conquistati quest’anno comprensivi dei due Slam in Australia e Usa, tre Masters 1000 e due 500. Indiscusso numero 1 del Ranking da giugno e lo resterà sicuramente anche dopo l’Australian Open comunque vada. In mezzo qualche piccolo infortunio e la spada di Damocle sopra alla testa per la vicenda Clostebol.
Eppure il giovane altoatesino, ricordiamolo ha solo 23 anni, ha dimostrato una maturità e umiltà incredibile riuscendo a vincere le sue paure prima ancora degli avversari. Sta trainando un movimento e di fatto è stato anche l’artefice del gran successo delle Nitto ATP Finals a Torino che infatti, proprio ieri sera, hanno ricevuto la conferma dell’organizzazione fino al 2030.
Un boom di spettatori mai visto con oltre 183.000 presenti e il tutto esaurito a ogni Match. Senza contare i tifosi da casa che non hanno perso un solo attimo di questo evento. Un successo da ogni punto di vista che sta appassionando al tennis un Paese storicamente calciocentrico. Questo grazie anche alle prodezze di Musetti, Errani e Paolini alle Olimpiadi, certo, ma l’altoatesino ha quel quid in più che catalizza l’attenzione.
Da domani però si volta già pagina. C’è ancora un ultimo titolo da riconquistare prima di finire l’anno. Quella magica Coppa Davis vinta l’anno scorso proprio grazie alle imprese di Sinner sia in singolare che in doppio. Ma quest’anno con un Matteo Berrettini in più. Al loro fianco un Musetti bronzo Olimpico e la coppia Bolelli/Vavassori.
L’Italia debutterà a Malaga nei quarti con l’Argentina giovedì 21 novembre alle 17, per poi affrontare, in caso di vittoria, una tra Usa (sarebbe il quarto incrocio di fila con Fritz in un mese)e Australia. La speranza è di incontrare in finale la Spagna e godersi l’ultima danza di Rafa Nadal prima del ritiro e perché no, l’ennesimo scontro tra Sinner e Alcaraz, i due amici rivali che sono il presente e il futuro di questo sport.
Ormai tutto è possibile, e la consapevolezza di aver in squadra il più forte al mondo di certo aiuta. E poi si sa, vincere aiuta a vincere.

Photo Credits: Francesca Grana/Sposito/FITP
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