Jannik Sinner vince l’Australian Open per la seconda volta consecutiva. È il primo italiano a riuscire nell’impresa di vincere 3 Slam
MELBOURNE – Grazie anche alla diretta in chiaro, la domenica mattina degli italiani è diversa dal solito. Ore 9.30 tutti davanti alla Televisione. Non per una partita di calcio della Nazionale, ma per Jannik Sinner. In poco più di un anno è diventato l’idolo di tutti. Non solo per la sua bravura, ma soprattutto per la sua semplicità, educazione, timidezza. L’anti macho per eccellenza.
Ecco quindi che il suo nome è sulla bocca di tutti, un intero Paese si è fermato ieri mattina. Le pagine Social parlavano solo di lui. Tutti a tifare per il ragazzo di San Candido e vederlo entrare definitivamente nella storia. Battuto anche Sascha Zverev con un perentorio 3-0 con nessuna palla break concessa.
E già questo basterebbe per descrivere la forza, soprattutto mentale, che Sinner ha ancora una volta dimostrato ieri in campo. Solo in due c’erano riusciti in una finale Slam negli ultimi 25 anni. Federer a Wimbledon nel 2003 con Mark Philippoussis e Nadal all’Us Open del 2017 con Kevin Anderson.
Non era una partita facile per il tennista azzurro. Riconfermarsi e vincere di nuovo lo stesso torneo, soprattutto se uno Slam, non è mai semplice. Per di più con Zverev, numero 2 al mondo, lo score era negativo. Avanti il tedesco per quattro vittorie a due. Eppure mai è sembrato che il ventitreenne altoatesino potesse andare in difficoltà.
Ecco quindi che in due ore e 42 minuti l’Australian Open torna in Italia. 6-3, 7-6 (4), 6-3. Diciannovesimo titolo in carriera e terzo storico Slam per Sinner (il secondo di fila dopo l’Us Open vinto a settembre), superato in questa speciale classifica la leggenda Nicola Pietrangeli vincitore di due Roland Garros di fila nel 1959 e 1960. Ma erano altri tempi e un altro tennis.
Sembra non ci sia limite al predominio dell’azzurro che non perde da 22 partite consecutive e ne ha persa una sola (con Alcaraz) nelle ultime 37. Ed è proprio lo spagnolo l’unico a poter dar fastidio al numero 1. In questo momento Sinner si dimostra più forte di tutto. Dei Gossip, della pendenza per l’accusa di Doping, dei malanni fisici che ogni tanto accadono. Lo ha dimostrato anche con Rune in settimana. Ha perso un set ma poi si è subito ripreso.
Ed è forse anche questa la sua grande forza. Il non volersi mai arrendere e cercare di migliorare sempre. Senza però mai sminuire gli avversari e dimostrando sempre molto rispetto per tutti. Basti pensare a quando ha visto il suo avversario in lacrime e lo è andato a consolare. È questo che lo rende probabilmente ancora di più il numero 1 che piace a tutti. O quasi.
La conferenza stampa
Queste le parole di Jannik Sinner in conferenza stampa dopo aver appena vinto il secondo Australian Open consecutivo:
“È stata una performance perfetta. Fin dai primi game ho servito molto bene e mi sono sentito subito molto rapido. Sono entrato in campo molto aggressivo, sentivo bene la palla e quando sono andato avanti di un break ho sentito crescere la fiducia e questo mi ha tranquillizzato. È stato un match di alta qualità, il primo set è stato cruciale e nel secondo sono stato un po’ fortunato, specialmente nel tie break. Sono molto felice per questa conferma, e soprattutto sono felice di averlo vissuto con tutte le persone che amo.
Ogni Slam fa storia a sé. Difendere un titolo del genere è diverso, c’è una pressione diversa. Siamo riusciti a fare una cosa incredibile, sono soddisfatto per il modo in cui sono riuscito a trovare le soluzioni in campo. Quando vinci queste partite è sempre una bellissima sensazione”.
Parlando di Zverev e la sua commozione durante le premiazioni: “Stava soffrendo, so che si sentiva molto giù in quel momento perché ci tiene moltissimo a vincere finalmente uno Slam. Ma è un grande giocatore, sta facendo tutte le cose nel modo migliore e sono certo che presto sarà anche lui un campione Slam… avrà grandi chances sulla terra ma se continua così lo vincerà, a prescindere dalla superficie. Gli auguro tutto il meglio, è una brava persona. È vero, sul campo siamo avversari ma il tour è come se fosse una scuola. Non ci sono libri ma racchette, ma siamo come dei compagni di scuola. Penso che una piccola mano in quel momento lo possa aver aiutato un po’. Quando vincerà il suo primo Slam saremo tutti molto felici”.
La conclusione è tutta per il fratello, presente in questi giorni in Australia:
“Avere qui mio fratello è stata la parte più bella del torneo. Mio fratello è anche il mio miglior amico, nessuno mi conosce meglio di lui, ci parlo spesso di come sto e dei miei problemi. È una persona eccezionale, sa da dove veniamo e sa come ho vissuto l’infanzia. Poterlo abbracciare a fine match è stato speciale, poter condividere con lui questo successo è la cosa più bella”.
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