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Sindacati RSA: “La squadra si fa con i lavoratori”

Una delegazione sindacale in rappresentanza dei lavoratori delle residenze per anziani, ha manifestato con bandiere e uno striscione davanti alla sede della Protezione Civile di Marghera, in concomitanza con la consueta conferenza stampa sulla situazione emergenza

Una delegazione sindacale in rappresentanza dei lavoratori delle residenze per anziani, ha manifestato con bandiere e uno striscione davanti alla sede della Protezione Civile di Marghera, in concomitanza con la consueta conferenza stampa sulla situazione emergenza Covid del Presidente del Veneto Luca Zaia.

 

“Il 29 luglio 2020 si era sottoscritto un verbale che prevedeva impegni concreti – scrivono in un comunicato congiunto i sindacati di settore che pubblichiamo integralmente – ovvero avviare un confronto stabile con la regione per definire soluzioni ad alcune tematiche che concernono i lavoratori delle strutture per anziani.

 

In quel verbale si indicavano tre temi, tre filoni sui quali avviare tavoli di confronto: premialità Covid, organici e standard delle strutture per anziani. A distanza di oltre tre mesi segnaliamo che nessun tavolo tecnico, nessun momento di confronto è stato attivato.

 

Il 16 novembre, durante una videoconferenza tra Confederazioni e categorie di Cgil Cisl Uil e Regione, l’Assessore si era re-impegnata a convocare il confronto con le federazioni di categoria Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl proprio per affrontare con urgenza uno dei temi sul quale la situazione sta implodendo nelle RSA: gli organici del personale con riferimento, in particolare, agli Infermieri ed agli Operatori Socio Sanitari. Non abbiamo, in questa fase, dimenticato la questione premialità e risorse economiche anche per i lavoratori delle RSA ma rimaniamo consapevoli, come eravamo a luglio, che servono interventi legislativi anche sul piano nazionale.

 

La priorità, oggi come a luglio, è costruire una proposta e delle soluzioni strutturate nell’emergenza anche per le RSA. E ribadiamo che le soluzioni, anche le più complesse, si trovano attraverso momenti di confronto che siano in grado di affiancare alla proposta “politica” gli strumenti “tecnici” per renderle possibili. Esattamente nello stesso modo con il quale si sono costruiti gli accordi sulle risorse per la sanità nel post “decreto cura Italia”.

 

Il fatto che non sia mai stato convocato nessun tavolo, nemmeno tecnico come da impegni di luglio, e che l’unico modo per provare a spendere le proprie proposte sia l’utilizzo di strumenti “non istituzionali” è irrazionale e contraddittorio con quel messaggio che viene reiterato di “fare squadra”. Le squadre sono fatte di Presidenti, staff, allenatori ma è chi sta in campo a produrre i risultati. E in campo ci vanno i lavoratori.

 

In tutta questa fase emergenziale, fin da febbraio, le parti sociali hanno mantenuto un profilo di grande responsabilità che dovevamo ai lavoratori. Quella responsabilità che dobbiamo ai lavoratori non è venuta meno ma richiede reciprocità. In assenza di reciprocità, di confronto vero e non solo con le parti datoriali, non si dica, poi, che gli irresponsabili siamo noi se i lavoratori ci chiedono di avviare la mobilitazione per veder rispettate le loro prerogative essenziali”.

 

Silvia Moscati

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