Barbara Berlusconi commenta la sentenza della Cassazione che assolve il padre da ogni legame con Cosa Nostra. “Si chiude un’epoca di accuse infondate, ma resta l’amarezza per una verità arrivata troppo tardi”
ITALIA. «Quanto stabilito dalla Cassazione chiude un’epoca», ha dichiarato Barbara Berlusconi, commentando la decisione della Corte Suprema che ha escluso ogni legame tra Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Cosa Nostra.
«Si conclude una vicenda giudiziaria priva di fondamento, che ha coinvolto mio padre e i suoi collaboratori per decenni. Rimane la soddisfazione, ma anche l’amarezza. Mio padre è stato segnato profondamente da accuse infamanti e da una persecuzione iniziata nel 1994», ha aggiunto la figlia del Cavaliere.
Una storia lunga trent’anni: dalla giustizia alla memoria
Con la sentenza della Corte di Cassazione, si chiude uno dei capitoli più lunghi e controversi della storia politica italiana. Per oltre tre decenni, Silvio Berlusconi è stato al centro di inchieste e accuse mai provate, che hanno alimentato scontri feroci tra politica, media e magistratura.
La pronuncia definitiva della Suprema Corte segna la fine di un’epoca: quella in cui il fondatore di Forza Italia è stato non solo protagonista della vita politica del Paese, ma anche bersaglio di una narrazione giudiziaria che oggi viene smentita dai giudici.
Tajani e i vertici di Forza Italia: “Restituita giustizia alla memoria di un grande italiano”
Le reazioni dal mondo politico non si sono fatte attendere.
Il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha parlato di «un verdetto che cancella anni di menzogne e calunnie».
«Per troppi anni si è tentato di sconfiggere nelle aule dei tribunali il leader scelto dagli italiani», ha aggiunto.
Il presidente dei deputati azzurri Paolo Barelli ha sottolineato che la verità «arriva tardi ma in modo inequivocabile», mentre Maurizio Gasparri ha definito la sentenza «una pronuncia netta, che conferma ciò che abbiamo sempre saputo».
Per la ministra Elisabetta Casellati, la decisione della Cassazione «chiude trent’anni di mistificazioni: Silvio Berlusconi ha sempre combattuto la mafia, sia da premier che da uomo delle istituzioni».
“Verità tardiva ma necessaria”: l’Italia fa i conti con la sua storia recente
Molti esponenti di Forza Italia hanno espresso soddisfazione per la sentenza, ma anche il rammarico che Berlusconi non sia più qui per vederla.
«La verità trova sempre la sua strada», ha commentato Renato Schifani, presidente della Regione Sicilia.
Un pensiero condiviso da Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato: «I governi Berlusconi sono sempre stati in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata. Oggi la storia gli rende giustizia».
Anche Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione, ha ricordato l’ex premier come «uno statista che ha rinunciato a un destino imprenditoriale per dedicarsi al Paese. Nessuna sentenza potrà mai risarcire la persecuzione subita, ma questa decisione restituisce onore e verità».
Un’eredità politica e simbolica
Ad oltre un anno dalla sua scomparsa, Silvio Berlusconi resta una figura divisiva ma centrale nella storia italiana.
Per alcuni, il simbolo del riscatto e della modernità economica; per altri, l’emblema di un potere eccessivo e controverso.
Ma la sentenza della Cassazione contribuisce a ridefinire il suo lascito: un leader che ha segnato un’epoca e che, almeno sul piano giudiziario, viene ora assolto da ogni ombra.
Come ha detto Barbara Berlusconi, «si chiude un’epoca».
Una frase che suona come un epitaffio e insieme come un passaggio di testimone, nel tentativo di consegnare alla storia — e non più ai tribunali — l’eredità del Cavaliere.
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