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Sì o no al consumo di burro di arachidi?

Dai film e dalle serie Tv che provengono dagli U.S.A. una cosa ci è sicuramente chiara delle loro abitudini a colazione: non può mancare il burro di arachidi! Ma perché, negli ultimi decenni, esso è

Dai film e dalle serie Tv che provengono dagli U.S.A. una cosa ci è sicuramente chiara delle loro abitudini a colazione: non può mancare il burro di arachidi! Ma perché, negli ultimi decenni, esso è diventato famoso anche in Italia? Scopriamo insieme come viene prodotto il burro di arachidi e quali sono le sue proprietà nutrizionali.

 

Il burro di arachidi si presenta con una consistenza cremosa e, al suo interno, può contenere sostanze dolcificanti e il sale.

 

Il processo che, dagli arachidi, consente l’ottenimento del burro di arachidi si svolge in quattro tappe:

1. Tostatura degli arachidi. Essa avviene a una temperatura media di 160° C per 30-40 min e con essa l’acqua, presente negli arachidi, viene ridotta fino all’1%.

2. Rimozione dell’involucro esterno che racchiude il seme.

3. Macinazione del seme. Da questo passaggio si ottiene la pasta cremosa degli arachidi.

4. Confezionamento del prodotto.

 

Dal punto di vista nutrizionale, il burro di arachidi presenta un alto contenuto di proteine e acidi grassi insaturi (i grassi “buoni”). In particolare, in 100 g di burro di arachidi, generalmente troviamo: 27,8% di proteine e circa il 50% di lipidi (la percentuale di zucchero può variare, in base alla quantità aggiunta di zucchero dalle varie aziende produttrici). Il burro di arachidi è, anche, fonte di fibre, di vitamina E e di sostanze antiossidanti (in particolare i composti fenolici).

 

Studi effettuati negli U.S.A. hanno dimostrato che, un consumo medio di 28-42 g al giorno di burro di arachidi, è in grado di migliorare il metabolismo del glucosio, il profilo lipidico e quello lipoproteico del sangue, senza provocare un conseguente aumento di peso.

 

Ultimamente, negli U.S.A.,  si è registrato un aumento vertiginoso della popolazione allergica agli arachidi che, conseguentemente, ha provocato un calo della produzione del prodotto stesso.

 

La domanda finale – che sicuramente vi starete ponendo – è: consumarlo o meno? Direi di sì, ma sempre facendo attenzione alla composizione degli ingredienti presente sulla confezione e alla quantità da consumare! Perché fare attenzione alla composizione degli ingredienti riportata sulla confezione? Perché alcune aziende aggiungono al prodotto un elevato quantitativo di zucchero e di altri oli vegetali (cocco, palma, colza, ecc…). Personalmente consiglio il suo consumo a colazione spalmato su una fette di pane integrale, così da poter fare un’ottima colazione equilibrata!

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