Prendi una monetina, prelevi il carrello e ti immergi beato nella prima corsia di un qualsiasi supermercato.
In mano lo smartphone in bella vista con la lista, mi si perdoni la rima del tutto volontaria, anche se qualcheduno resiste con il post it in mano che parte dai biscotti e finisce con l’acqua leggermente frizzante.
Shrinkflation si diceva, una sorta di make up delle confezioni che contengono meno cibo, meno pezzi, ma allo stesso prezzo.
Ti ritrovi a spendere gli stessi eurini ma ad avere il sacchetto della spesa alquanto più leggero. E questo non va bene.
Confezioni di fazzoletti che da dieci diventano nove senza bisogno di alcun mago, biscotti che improvvisamente pur nello stesso abito calano di peso, detersivi con meno grammi in confezione
L’Autorità garante ha varato un’istruttoria e l’Antitrust ha dichiarato che accerterà quanto prima se il consumatore sia stato informato a dovere su etichette e composizioni.
Una vera e propria strategia di marketing che si avvale di sgrammature e riporzionamenti per celare inflazione e aumento dei prezzi.
Un piccolo grande consiglio per arginare l’ennesima beffa? Prendere la mira giusta e controllare il peso al kg o al litro.
Per non perdere krumiri per strada pur pagandoli.
Instacult di Mauro Lama
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