Ai millenials, e oltre, fai sapere (i boomer lo sanno già) quanta storia della musica, dai primi anni 60 ad oggi, convive in un unico mito, un uomo che a 80 anni sa ancora coinvolgerti e stupirti come sessant’anni fa. Shel Shapiro sarà al Teatro Astori di Mogliano Veneto sabato 28 ottobre alle ore 21.

Gli anni ’60 hanno rappresentato un’epoca di rivoluzione culturale, con la musica al centro di questa trasformazione, e tra le icone che hanno plasmato il suono e lo spirito di quegli anni indimenticabili, c’è un nome che risuona con potenza: Shel Shapiro. Il leggendario musicista, cantante e attore, è pronto a fare il suo ritorno trionfale sul palco del Teatro Astori di Mogliano Veneto, sabato 28 ottobre 2023, alle 21, in uno spettacolo-concerto che racconta oltre sessant’anni di musica, da Nashville a Londra, passando per Amburgo, Roma e l’Italia, dagli anni ’60 ad oggi, affrontando la crescita di un ragazzino che sognava di suonare la guitar.
In Italia, Shel Shapiro, nato da una famiglia ebraica di origini russe, debutta nel 1963 col il gruppo, allora si diceva “complesso”, The Rokes: accompagna Rita Pavone nel suo spettacolo Gian Burrasca. Negli anni sessanta The Rokes vendono più di 5 milioni di dischi e contendendo all’Equipe 84 e a I Camaleonti il titolo di principale gruppo del beat italiano. Ma la loro storia insieme dura poco: nel 1970, dopo un concerto al Teatro Parioli di Roma, i Rokes si sciolgono.

Da quel momento Shapiro intraprende la carriera di cantante solista: incide Mi chiamo David Shel Shapiro, un album di cui è anche autore, facendosi notare da pubblico e critica per la sua vena creativa.
Nel 1972 incide Affittasi, in cui interpreta in inglese alcune pagine memorabili della sua discografia. Wasn’t it good Enough (incisa nel 1971 da Patty Pravo), Un po’ di più e The same old chair (anche queste incise dalla Pravo), The sawdust circus e altri.
Nello stesso periodo si afferma come autore, arrangiatore e produttore per molti interpreti della canzone italiana. Fra i brani da lui composti: Era per Wess e Dori Ghezzi, Non ti bastavo più per Patty Pravo, Quante volte per Mia Martini, Stupidi per Ornella Vanoni, Giorni e E poi per Mina, Help me per i Dik Dik.
Nel 1977 fonda, insieme ad Alessandro Colombini e Silvio Crippa, la casa discografica Spaghetti Records, con cui scopre e lancia artisti come i Decibel, Marco Ferradini, Gerardo Carmine Gargiulo e altri.
Nel 1982 scrive con Mia Martini il brano Quante volte e produce il suo disco di successo, Quante volte… ho contato le stelle. Come produttore lavora, tra gli altri, per Mia Martini, Gianni Morandi, Rino Gaetano, i Decibel e il primo Enrico Ruggeri, Ombretta Colli, Luca Barbarossa, David Riondino.
Nel 2000, con la complicità di Cochi e Renato, torna alla passione giovanile della recitazione: era sua la caratterizzazione di un monaco in Brancaleone alle crociate. Partecipa a Nebbia in Valpadana, serie su Rai Uno e a Il nostro matrimonio è in crisi di Antonio Albanese.
Nel 2006 recita nel film Il giorno + bello. Nel 2007 è protagonista dello spettacolo teatrale “…Sarà una bella società”, scritto da Edmondo Berselli, nel quale narra le speranze, le illusioni dei giovani con l’aiuto delle musiche che hanno contrassegnato un’epoca. Lo spettacolo diventa un CD nel 2008, un DVD nel 2009 ed è trasmesso da Rai Due il 10 dicembre 2009.
Nel 2008 compare in Anna e i cinque su Canale 5.
Il 13 febbraio 2009 con la canzone È la pioggia che va si aggiudica la vittoria della prima edizione della trasmissione di Rai Uno Ciak… si canta! condotta da Eleonora Daniele.
Dal 2012 è direttore artistico della rassegna di teatro contemporaneo Stars A Balestrino, organizzata del comune di Balestrino.
Nel 2018 e nel 2019 intraprende un lungo tour con Maurizio Vandelli dell’Equipe 84, il rivale di sempre, che lo porta a esibirsi nei maggiori teatri italiani.
Nel 2021 pubblica due singoli, Non dipende da Dio e La leggenda dell’amore eterno. Nel video di quest’ultimo partecipa Mara Venier.
Il 18 marzo 2022 pubblica Quasi una leggenda, in versione CD e libro con fotografie di Guido Harari.
La passione, la gavetta, le difficoltà e le gioie di colui che è cresciuto nella musica, dentro la musica, circondato della musica, per arrivare infine al successo, saranno al centro dello straordinario evento riporterà indietro nel tempo i cuori e le anime degli spettatori presenti, celebrando le canzoni che hanno segnato un’epoca rivoluzionaria: da “Che colpa abbiamo noi”, “Bisogna saper perdere”, “Piangi con me”, a “Lascia l’ultimo ballo per me”, “C’è una strana espressione nei tuoi occhi” e “É la pioggia che va”.
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