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Sette medaglie per l’Italia

6 minuti di lettura

Arrivano altre sette medaglie per l’Italia ai Giochi Paralimpici Parigi 2024. Ancora due ori dal nuoto, argento per l’eterna Legnante e quattro bronzi

PARIGI – Continua la pioggia di podi per l’Italia. Dopo la splendida scorpacciata di ben 10 medaglie di lunedì, ieri gli azzurri ne hanno conquistate altre sette. Due ori, un argento e quattro bronzi che portano il medagliere a quota 35 medaglie di cui 10 ori, 8 argenti e 17 bronzi.

Duo ori in vasca

È ancora il nuoto a dare le soddisfazioni maggiori con i “soliti” Carlotta Gilli e Stefano Raimondi. L’azzurra vince nei 200 misti SM3, riuscendo a collezionare ben 5 medaglie in 5 gare diverse.

“Mi sono detta di dare tutto quello che avevo e ce l’ho fatta. Tanto era l’ultima gara e non avevo nulla da perdere. Ho fatto cinque gare, ho vinto cinque medaglie, ho aperto e chiuso con l’oro, quindi direi che posso ritenermi soddisfatta. In partenza speravo che potesse andare così ma non pensavo, perché c’erano tante avversarie molto forti. Non potevo sottovalutare nessuna, sono arrivate molto pronte e si è visto. Potersi confermare con cinque medaglie, poi qui, con il pubblico, con amici e la famiglia è bellissimo. È bello poterlo condividere con loro.

Voglio dedicare questa medaglia prima di tutto alla mia famiglia che è qui e agli amici che mi seguono da casa. Se sono riuscita a fare quello che ho fatto è anche grazie a loro, perché la vita dell’atleta non è per niente facile. In questi giorni ho davvero il telefono intasato, e questo è bellissimo. Sentire l’affetto degli italiani è qualcosa di straordinario. Il messaggio che voglio mandare da qui è quello di buttarsi, di tuffarsi nel nostro caso, perché se è quello che senti dentro niente può impedirti di arrivare o comunque di provarci”

L’altro oro è del veronese Stefano Raimondi che vince i 100 farfalla S10 e porta a casa la terza medaglia d’oro personale in questa manifestazione.

“Oggi è stata particolarmente difficile, sto preparando da due anni questa gara, e oggi avrei voluto fare molto meno, ma va bene così. Nelle finali non sempre si vince facendo i propri migliori e oggi ci ho messo la testa visto che è stata davvero molto dura, con l’ucraino che non si staccava. Non pensavo di riuscire a spuntarla. Comincia ad essere un bottino particolarmente pesante. Vediamo, ci sono altre due gare, cercheremo di fare bene.

Spero davvero che guardandoci tanti ragazzi si possano avvicinare allo sport, perché non è vero che lo sport ruba tempo allo studio, e viceversa. Anzi attraverso lo sport si impara a non mollare mai, a riuscire a superare ogni fatica, a trovare i propri limiti, e soprattutto a porsi degli obiettivi nella vita. Anche lo sport poi ti insegna molto, dal rispetto dei compagni, degli avversari, la disciplina, le regole”.

Assunta Legnante sempre sul podio

Non ha fine la splendida carriera di Assunta Legnante. La capitana della squadra di atletica italiana conquista l’argento nel lancio del disco F11 con la misura di 38.01. Oro alla cinese Linagmin Zhang (39.08), bronzo alla connazionale Enhui Xue (37.67). La napoletana (detentrice del record italiano dal 2002) aggiunge così un altro podio alle due medaglie d’oro di Londra 20212 e Rio 2016, e ai due argenti di Tokyo 2020.

“A un certo punto ho rischiato anche di non arrivare alla fine della gara. Pioveva per tutte, ma la pedana era scivolosissima e sappiamo tutti che non è la mia specialità. Avrei potuto fare di più, come già fatto in allenamento, ma l’allenamento non conta. Sempre un terno al lotto per me questa gara, sono partita molto convinta e ieri sera mi sono detta che, con una finale a otto, avrei potuto anche fare tre nulli, perciò dovevo provarci fin da subito. Poi chiaro, dopo due nulli il terzo lancio ho dovuto piazzarlo, ma è andata bene. Non sono riuscita a vendicare l’argento di Tokyo, spero di farlo nel peso perché è la gara a cui tengo di più. Mancano due giorni, ma intanto mi godo questo argento e lo dedico a tutti quelli che ci seguono da casa, ma anche a chi mi ha portato fino a qui, come la mia fisioterapista Debora”.

Mi ha permesso di non aver più paura di lanciare, perché comunque dopo 35 anni di sport agonistico le mie ginocchia soffrono e comincio ad avere qualche défaillance. Proprio Debora mi accompagnerà sul podio, mentre al mio allenatore toccherà aspettare il peso. L’età avanza e servono tante piccole cose per una gara del genere. Perché lasciare medaglie ad altri finché sei in piedi e puoi vincere? Non intendo smettere, ma è chiaro che devo fare i conti col mio corpo. Una cosa è sicura: voglio andare a Los Angeles perché non ho mai visto gli Stati Uniti. Beh, non gli vedrò nemmeno stavolta, però comunque voglio andare in America. Nel caso, lancerò in carrozzina“

Quattro bronzi

Il secondo podio di giornata porta la firma di Sara Morganti nell’equitazione, terza nell’individuale del Grado I. Dopo aver conquistato due medaglie di bronzo a Tokyo 2020 in sella a Royal Delight, l’azzurra si conferma ai vertici del dressage paralimpico mondiale.

Nonostante il cavallo diverso, Mariebelle alla prima esperienza in una Paralimpiade, l’azzurra ottiene un punteggio percentuale di 74,625. Il risultato consente a Sara e Mariebelle di ottenere il pass per il freestyle di sabato prossimo.

“Non ci posso credere – ha detto Sara Morganti, quando l’ultimo dei 22 binomi del Grado I è uscito dal campo gara di Versailles – e forse sono più incredula di aver vinto questa medaglia che qualunque altra abbia mai vinto nella mia carriera agonistica. Sono felicissima, perché ho notato una certa tensione in Mariebelle ogni volta che mi sono avvicinata nella parte di campo più vicina alla Reggia. Evidentemente, doveva esserci qualcosa che la infastidiva, ma la mia cavalla si è fidata di me, si è tranquillizzata e quindi non posso che ringraziarla. Avere montato Mariebelle qui a Parigi è stato bellissimo ma, allo stesso tempo sono un po’ dispiaciuta di non aver condiviso con Royal Delight questo successo. Mariebelle è giovane ed è giusto che prima o poi la facesse lei questa esperienza. Adesso restiamo concentrati e pensiamo alle prossime gare. Sono sicura che possiamo fare un’ottima gara a squadre e poi il freestyle è la mia gara preferita… incrociamo le dita”.

Quasi in contemporanea è arrivato anche il bronzo di Federico Bicelli nel nuoto. Dopo l’oro conquistato ieri nei 400 stile arriva terzo nei 100m dorso maschili S7. Il 25enne bresciano ha chiuso in 1:12.23. Doppietta ucraina con l’oro per Yuri Shenhur (1:09.51) e argento per Andrii Trusov (1:10.42).

“Sinceramente non mi aspettavo questo bronzo, sono molto contento. Sapevo che gli avversari erano molto forti, e sapevo che i due ucraini erano di un altro pianeta. Sono davvero contento. Sono passato sesto, non passo mai troppo forte nel dorso, vengo bene dopo. Il tempo mi soddisfa, e poi più che il tempo la medaglia di bronzo, fantastica! Dopo l’oro di ieri ho dormito pochissimo stanotte, ma non ho guardato la medaglia di ieri perché volevo concentrarmi per oggi e riuscire ad arrivare a questa medaglia che ho voluto tanto, ci abbiamo lavorato tanto. Sono felicissimo di questo bronzo, me lo godrò, e domani c’è il 50 stile nel quale parto con il quarto tempo, sono vicinissimo al terzo che è il ragazzo che ha vinto oggi, e per me è la gara più complicata”.

Il terzo bronzo di giornata è di Elisabetta Mijno nel Ricurvo Individuale femminile di tiro con l’arco. Nella finale per il terzo posto, la torinese ha superato la mongola Selengee Demberel con il punteggio di 6-2.

L’ultimo podio arriva dalla scherma e lo conquista Edoardo Giordan nella sciabola maschile categoria A. Sulla pedana centrale del Grand Palais l’azzurro ha battuto 15-7 l’ucraino Andrii Demchuk, campione paralimpico a Rio 2016. Una rivincita per l’azzurro, a Tokyo 2020 fu proprio Demchuk a sconfiggerlo ai quarti di finale per poi perdere, proprio come oggi, la finale per il bronzo.

“È uno dei giorni più belli della mia vita, me lo porterò dentro. Sono quei momenti, quegli attimi che ti porti sempre dietro e quindi me lo voglio godere. Non vedo l’ora di salire sul podio nel momento in cui verrò premiato, perché è stato bello, soprattutto, me lo merito.

Ho cercato di non far smorzare i tempi al mio avversario perché era quello con cui mi ha fregato a Tokyo. Quindi di mettere sempre stoccata per stoccata, togliendogli il respiro. Fortunatamente ha chiesto due video per due stoccate palesemente mie, quindi non ha avuto neanche il modo di spezzare i tempi con i video. È andato tutto alla grande il circolo delle stoccate è stato perfetto e ora mi godo questo bronzo.

Sinceramente io ero venuto qua per portarmi a casa una medaglia. Puntavo all’oro, penso come tutti gli atleti che entravano stamattina in palestra, ma con questa forma di ripescaggio se perdi puoi ambire alla medaglia di bronzo. Io ho sfruttato l’occasione e mi porto a casa la prima medaglia paralimpica, e la prima non si scorda mai. Ci sono un sacco di persone che hanno contribuito a questo, perché io ho un team alle spalle. Il mio preparatore Giuseppe Cerco, il mio maestro Marco Ciari, gli sparring, la mia famiglia, la mia fidanzata, tutti i ragazzi che mi hanno sostenuto dall’inizio alla fine. Se potessi dividere la medaglia pezzetto per pezzetto ne darei una parte a ognuno di loro“.

Sugli spalti del Grand Palais c’era la famiglia di Edoardo al completo: “È la prima Paralimpiade che vengono a vedere, penso di averli resi fieri”. Adesso innanzitutto mi vado a cambiare perché faccio schifo, è da mezzogiorno che sono tutto sudato ed è stata una giornata faticosissima, e poi cercherò di godermi la medaglia stasera. Dopodiché testa alla spada, perché il 7 abbiamo la gara a squadre e cercheremo di fare bene anche col team“.

Photo Credits: comitatoparalimpico.it

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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