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Serenissima Ristorazione: Partito Democratico all’attacco

“Sull’appalto delle mense ospedaliere ci sono ancora troppi nodi da chiarire: dal futuro dei lavoratori alla scelta di affidare a un centro di cottura esterna il futuro della ristorazione del sistema sanitario. È una scelta che prima bisognava condividere politicamente e poi tradurre in bando. Ma già da adesso possiamo ribadire che è una decisione che va in una direzione sbagliata”. È quanto dichiarano a margine della Quinta commissione i consiglieri del Pd Bruno Pigozzo, Orietta Salemi, Claudio Sinigaglia e Alessandra Moretti insieme al capogruppo Stefano Fracasso: nella seduta c’è stata l’audizione dei rappresentanti di Azienda Zero, come chiesto dagli esponenti democratici, per fare chiarezza sull’appalto da 300 milioni per fornire i pasti in ospedale vinto da Serenissima Ristorazione.
 
“La preoccupazione principale è ovviamente per i livelli occupazionali: la clausola sociale così come è stata inserita nel bando è ‘a maglie larghe’ poiché si fa prevalere la nuova organizzazione del servizio alla tutela di tutti i lavoratori. È una formula troppo elastica, i cui effetti però già si vedono. Sono state inviate le prime lettere di licenziamento a partire dal 30 giugno per gli addetti alla mensa negli ospedali di Dolo, Mirano e Noale. In attesa dell’esito del ricorso al Consiglio di Stato da parte dei subappaltatori, è stato chiesto di poter prorogare il servizio per un altro mese, ma è evidente che il futuro rimane appeso a un filo. Ed è una situazione doppiamente grave perché i primi licenziamenti riguarderanno inserimenti lavorativi delle Cooperative sociali di tipo B”.
 
Ma non è questo l’unico punto nel mirino del Partito Democratico che ha ottenuto un nuovo incontro per la prossima settimana: “Devono essere quantificati i costi/benefici della scelta di vietare l’uso delle cucine ospedaliere, puntando sul sistema cook and chill con pasti precotti preparati all’esterno. Quali e quanti sono i centri cottura inseriti all’interno degli ospedali che verranno chiusi? Che tipo di investimento è stato fatto, anche recentemente per queste strutture, magari con un piano di ammortamento ancora in essere? Inoltre – aggiungono i consiglieri del PD – siamo meravigliati per il fatto che la messa a norma dei locali per la rigenerazione dei pasti sia a carico delle Ulss”.
 
“Con questo bando – conclude la nota dem – rischia di venirsi a creare una situazione di monopolio con tutti i rischi che ne consegue. Le gare pubbliche, soprattutto quando ci sono in ballo importi assai rilevanti, dovrebbero garantire la massima partecipazione e il coinvolgimento del tessuto locale cosa che avevamo chiesto durante l’istituzione dell’Azienda Zero”.

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