Pubblichiamo quì di seguito comunicato della senatrice Orietta Vanin, Movimento 5 Stelle, inviato oggi al nostro giornale:
“MOSE, ancora tanta strada da fare – Dalla senatrice Orietta Vanin, M5S, un’interrogazione e una proposta di legge
I provvedimenti giudiziari che hanno coinvolto il Consorzio Venezia Nuova a seguito dell’inchiesta sul MOSE hanno portato, a partire dal 2014, alla nomina di 3 amministratori straordinari. L’ultimo nominato, in ordine di tempo (dicembre 2019) è l’avvocato Vincenzo Nunziata che a fine marzo 2020 ha presentato le sue dimissioni dall’incarico appena ricevuto. La decisione di Nunziata di lasciare il suo ruolo di commissario ha suscitato grande eco sui media.
Tuttavia anche la sua nomina è stata inaspettata e avvenuta all’indomani dell’acqua alta del 12 novembre.
Per fare piena luce su quanto avvenuto (procedimento di nomina, attività del commissario e dimissioni) in data odierna ho presentato un’interrogazione parlamentare al Senato della Repubblica. L’interrogazione vuole chiarire se i fatti accaduti non abbiano ulteriormente aggravato la situazione della gestione MOSE.
Ho chiesto di verificare se la nomina dell’avv. Nunziata abbia realmente contribuito ad agevolare i processi decisionali del collegio che amministra il Consorzio Venezia Nuova e se sia avvenuta con un iter diverso rispetto a quelle degli altri commissari. Visti i ritardi nella realizzazione del MOSE, chiedo che sia chiarito se la sua nomina sia stata eccessiva e non sarebbe invece stato più efficace, nominare un ingegnere idraulico, figura attualmente mancante. Inoltre, chiedo venga fatta chiarezza anche su alcuni comportamenti dell’avv. Nunziata attuati nei suoi viaggi a Venezia.
La soluzione primigenia di un ingegnere proveniente dall’ambiente militare, ma con indiscusse competenze idrauliche e ambientali, mi pareva la più opportuna per il ruolo di commissario del MOSE, sia per prevenire eventuali nuovi fenomeni di corruzione, sia per garantire imparzialità nella spesa delle ingenti risorse pubbliche ancora a disposizione.
Ribadisco, infine, che oltre al completamento del MOSE, si debba fin da subito pensare anche alla sua gestione, in un’ottica di un superamento della legislazione Speciale non più procastinabile. A tal proposito ho presentato recentemente un disegno di legge che prevede la realizzazione di un “Codice della Laguna di Venezia” in modo da semplificare l’alluvionale normativa fino a questo momento prodotta e accorpare la miriade di competenze e di funzioni sulla Laguna in un unico soggetto pubblico.”
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