“Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da parte di tante famiglie, ci preme evidenziare un problema importante che riguarda l’autodichiarazione per la riammissione a scuola dopo assenza per motivi di salute non sospetti per Covid-19. Ci sono stati casi di bambini rimandati a casa dopo un giorno per avere avuto anche un solo sintomo di quelli associati al Covid (ad esempio il raffreddore), con l’obbligo di quarantena per i piccoli e i loro genitori, in attesa dei risultati del tampone. È una follia.”
Lo sostengono Enrico Cappelletti, Candidato Presidente alle regionali in Veneto, e la senatrice Orietta Vanin in merito alla circolare emanata dalla Regione Veneto per la riammissione a scuola dopo assenza e alla rispettiva interpretazione della norma varata dal Ministero.
“Nel modulo per il ritorno a scuola – spiegano Cappelletti e Vanin – si parla di assenza ma non si definiscono i giorni, questo perché nella circolare emanata dalla Regione Veneto si parla non di tre giorni, così come esplicato nella norma del Ministero, bensì di uno. Per cui, per un giorno di assenza i bambini dovrebbero avere la certificazione sia dei pediatri che del medico di base.”
“La Regione non ha tenuto conto delle difficoltà delle famiglie, perché almeno uno dei genitori sarà costretto a restare a casa in attesa del risultato del tampone. Ricordiamo che nel comparto sicurezza, la malattia di un figlio sopra i 3 anni viene concessa come congedo straordinario a stipendio 0. Pensiamo a un artigiano o al dipendente di una piccola azienda, per loro sarà un incubo ogni volta che i figli avranno un po’ di raffreddore o mal di gola. Chiediamo dunque che la Regione riveda i regolamenti interni, così come abbiamo già segnalato al Miur e alla commissione – concludono Cappelletti e Vanin – perché il problema riguarda anche e soprattutto i permessi di lavoro per le famiglie.”
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