Dopo l’approvazione dell’emendamento relativo all’esenzione dall’Imu, arriva l’approvazione dell’emendamento relativo al buono scuola. Grazie a questa misura, per l’anno 2026, alle famiglie con reddito Isee inferiore a 30 mila euro, il ministero dell’Istruzione e del Merito riconosce un contributo fino a 1500 euro a studente iscritto presso una scuola paritaria di primo grado o al primo biennio del secondo grado
ITALIA. Ringrazio il Governo, nella persona della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro Giuseppe Valditara, unitamente a chi ha presentato l’emendamento all’approvazione del Parlamento, ossia gli Lotito, Gelmini, Lupi. Si tratta di un enorme passo in avanti verso la piena garanzia del diritto alla libertà di scelta educativa, un diritto inserito nella nostra Costituzione.
Assai importante è che l’emendamento, proprio perché è la famiglia la prima responsabile dell’educazione della prole, preveda che il buono scuola sia assegnato direttamente alle famiglie, da parte dello Stato, attraverso il ministero dell’Istruzione. Come si può comprendere è una misura che va a favore delle famiglie meno abbienti, contrariamente alle narrazioni consuete di chi parla insistentemente di soldi dati alle scuole dei ricchi. E’ chiaro che né vengono stanziati fondi per le scuole paritarie né vengono privilegiate le scuole dei ricchi: – sottolinea Suor Anna Monia Alfieri – infatti, con la misura del buono scuola, sono aiutate le famiglie che sceglieranno le scuole paritarie con rette non superiori al Costo Medio Studente, di certo non quelle con rette superiori a tale costo. Si tratta, conseguentemente, di una misura che, attraverso il legittimo aiuto dato alle famiglie, darà una ventata di aria fresca a quelle scuole paritarie che a fatica continuano ad erogare il proprio servizio, spesso in territori economicamente e socialmente fragili.
Le scuole con rette da 20 mila euro non sorgono certo presso i territori di periferia! Ecco, il buono scuola lancia una sfida alle narrazioni ideologiche sulla scuola, perché renderà evidente l’assoluto bisogno che il nostro Paese ha di formazione, all’interno di un contesto formativo che garantisce il pluralismo educativo. Con l’aneddotica della scuola dei ricchi cosa si è ottenuto se non fare in modo che chiudessero le scuole paritarie per i poveri e la classe media e resistessero solo le scuole dei ricchi, frequentate, per giunta, dai figli di chi quelle aneddotica l’ha creata? Il buono scuola farà emergere la verità sulla scuola. Grazie, dunque, al Governo, alle Istituzioni, a chi ha creduto e sostenuto l’importanza di questa misura a garanzia della libertà non solo educativa ma della libertà dei cittadini di fronte al monopolio educativo della scuola statale.
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