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Scoperto il corallo più grande del mondo

3 minuti di lettura

Nel Triangolo dei Coralli durante una missione di ricerca del programma Pristine Seas della National Geographic Society

Situato in un’area che ospita oltre tre quarti delle specie coralline del pianeta, il corallo gigante è stato trovato per caso durante una missione di ricerca del programma Pristine Seas della National Geographic Society nell’ottobre 2024.

Una spedizione scientifica condotta nel cuore dell’oceano Pacifico ha portato alla straordinaria scoperta del corallo più grande del mondo. Un vero e proprio ecosistema, che si estende per una superficie di  34 metri di lunghezza e 32 metri di larghezza. Questa straordinaria colonia è composta da quasi un miliardo di polipi geneticamente identici e si trova a circa 300 miglia nautiche dalle Isole Duff, un piccolo arcipelago delle Isole di Salomone.

La scoperta è tanto più sorprendente quanto casuale. Durante la spedizione, il corallo gigante era stato inizialmente scambiato per una grande roccia. «Sembrava una roccia marrone ondulata» ha raccontato il biologo marino Manu San Félix, che ha poi invece riconosciuto la sua vera natura. «In un attimo ho capito che stavo guardando qualcosa di unico – è quasi delle dimensioni di una cattedrale». La colonia, alta circa 4,8 metri, è probabilmente anche una delle più antiche del mondo, con un’età stimata di almeno 300 anni, se non di più, considerando la crescita lenta della specie Pavona clavus, che cresce di soli 0,9-1,3 cm all’anno.

Un colosso naturale in pericolo

Un corallo duro noto anche come “corallo a scapola” per la forma delle sue migliaia di protuberanze. Sebbene sia diffuso nell’oceano Indiano e Pacifico, questo tipo di corallo è relativamente raro e, pur posizionandosi in una zona lontana dalla costa e non particolarmente toccata dal traffico navale, l’esemplare rimane comunque  vulnerabile alle minacce globali come il riscaldamento climatico e la pesca eccessiva.

Enric Sala, esploratore del National Geographic e fondatore di Pristine Seas, ha sottolineato che «questa scoperta è incredibile, ma anche fonte di preoccupazione, poiché, nonostante la sua posizione isolata, il corallo non è immune dai cambiamenti climatici e da altre minacce causate dall’uomo».

Le barriere coralline

Questa scoperta riporta l’attenzione su uno degli ecosistemi più vitali e meno compresi del pianeta: le barriere coralline. Spesso non hanno la stessa visibilità delle grandi foreste pluviali, ma le barriere coralline sono fondamentali per la salute degli oceani e per l’umanità stessa. Questi straordinari ecosistemi, che ospitano migliaia di specie marine, producono circa il 50% dell’ossigeno che respiriamo e proteggono le coste da tempeste e disastri naturali. Si stima che alcune barriere coralline abbiano più di 10.000 anni e siano essenziali per la biodiversità marina.

Tuttavia, queste “foreste marine” sono sotto grave minaccia. Il riscaldamento globale, l’inquinamento e la pesca intensiva, con il conseguente depauperamento della biodiversità marina, stanno mettendo in pericolo le barriere coralline di tutto il mondo, compresa quella del Triangolo dei Coralli. Le stime suggeriscono che, se nulla cambierà, entro il 2050 molte di queste barriere potrebbero collassare, portando con sé circa il 25% della vita marina che dipende da esse.

La lotta per salvare i coralli: l’iniziativa dei “giardinieri del corallo”

In risposta a questa minaccia crescente, sono nate iniziative come quella di Coral Gardeners, un collettivo di giovani ambientalisti che, dal 2017, si dedica alla protezione delle barriere coralline. Il progetto si concentra sul salvataggio e il ripopolamento delle barriere coralline tramite i cosiddetti “Super Coralli” – coralli geneticamente resistenti, in grado di sopravvivere a condizioni ambientali difficili. Questi coralli vengono coltivati in vivaio e poi piantati nelle aree danneggiate. In questo modo, i “giardinieri del corallo” cercano di ricostruire le barriere coralline e preservare la biodiversità marina.

Oltre alla piantumazione dei Super Coralli, Coral Gardeners ha lanciato un’iniziativa che permette a chiunque di adottare a distanza un corallo, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla fragilità di questi ecosistemi e sulla necessità di agire concretamente per salvarli.

Un appello alla salvaguardia degli oceani

La scoperta del corallo più grande del mondo è un segno tangibile della ricchezza naturale che ancora esiste sotto le onde dei nostri mari rappresentando un monito alle sfide ambientali che il mondo si troverà presto ad affrontare. Il corallo gigante delle Isole di Salomone, purtroppo, non è al sicuro da minacce come il riscaldamento globale, che sta già causando lo sbiancamento e la morte di molte barriere coralline. Proteggere questi ecosistemi è fondamentale non solo per la biodiversità, ma anche per il benessere del nostro pianeta e delle generazioni future.

Crediti fotografici: National Geographic

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