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Sciopero all’Aeroporto Marco Polo: Sicurezza al Collasso

3 minuti di lettura

Domenica 13 settembre 2026, l’Aeroporto “Marco Polo” di Venezia sarà teatro di uno sciopero di quattro ore, dalle 10:00 alle 14:00, indetto dalla Fisascat Cisl Venezia. La protesta coinvolge il personale di vigilanza e sicurezza di Sicuritalia, ormai “al collasso” a causa di condizioni lavorative insostenibili.

VENEZIA. L’agitazione sindacale all’aeroporto “Marco Polo” di Venezia getta un’ombra sulle celebrazioni dei successi economici dello scalo. Mentre la società di gestione SAVE festeggia profitti milionari e il prestigioso “Best Airport Award” con 72 milioni di utile, superando i livelli pre-pandemia e inaugurando nuove rotte come Pechino e Il Cairo, i circa 300 addetti alla vigilanza e sicurezza di Sicuritalia denunciano un sistema al limite del collasso. Questi “invisibili”, come vengono definiti nel comunicato stampa di Fisascat Cisl Venezia, sono il cuore pulsante della sicurezza aeroportuale, responsabili dei controlli ai varchi passeggeri e sugli equipaggi. La loro condizione di disagio, tuttavia, non sembra trovare eco tra i vertici aziendali e gli attori economici presenti in aeroporto.

La vertenza, che culminerà nello sciopero di domenica, si fonda su una serie di problematiche che minano la dignità e la salute dei lavoratori, oltre a mettere a rischio la sicurezza stessa dei passeggeri.

Contro organici ridotti e stress lavoro-correlato: La carenza di personale è diventata una costante strutturale, portando a un aumento delle dimissioni volontarie. I turni massacranti e le continue variazioni dell’orario di lavoro stanno provocando un’esplosione di assenze per malattie legate allo stress. Un singolo giorno di riposo settimanale non è sufficiente a recuperare la stanchezza fisica e mentale, con gravi ripercussioni sulla vita personale e familiare degli addetti. La proposta di barattare il recupero psicofisico contrattualmente previsto con necessità economiche è considerata inaccettabile. Un personale stressato e sotto pressione non solo è a rischio per sé stesso, ma aumenta anche i pericoli per i fruitori dei servizi aeroportuali.

Per la sicurezza a rischio e code chilometriche: Nonostante la presenza di 11 macchine radiogene EDS al varco principale, solo 3 o 4 vengono regolarmente utilizzate. Questa gestione inefficiente si traduce in code quotidiane che possono superare l’ora di attesa, in spazi inadeguati che rendono difficile massimizzare il lavoro e in passeggeri esasperati che sfogano la loro frustrazione con insulti e minacce verso i lavoratori. SAVE, secondo il sindacato, rimane indifferente a questa situazione critica.

Contro gli appalti a ribasso: La politica di SAVE di affidare appalti a società con clausole poco performanti costringe queste ultime a operare con risorse insufficienti, generando perdite. Ciò che per SAVE si traduce in utile, per i lavoratori si traduce in condizioni di lavoro precarie: organici volutamente insufficienti, turni estenuanti, reperibilità continue, cambi di turno non comunicati per tempo, cedolini con errori, flessibilità eccessiva, pause inesistenti e richieste di fine turno d’ufficio. Questa logica di minimizzazione dei costi ricade interamente sulle spalle di chi esegue materialmente il lavoro.

Per il rispetto del contratto e per la dignità: Fisascat Cisl Venezia chiede il pieno rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), il corretto riconoscimento delle professionalità, il pagamento di tutte le indennità dovute e la fine della svalutazione del lavoro. Si sottolinea che questi professionisti sono responsabili della sicurezza di vite umane e di spazi collettivi, un valore che deve essere riconosciuto e tutelato.

Per le nuove generazioni di lavoratori: È cruciale creare sistemi lavorativi, specialmente in contesti complessi come gli aeroporti, che tengano conto delle esigenze delle nuove generazioni. L’obiettivo dovrebbe essere attrarre giovani talenti, non sfruttare la loro disponibilità di tempo, la necessità di emancipazione o la poca dimestichezza con le dinamiche lavorative. Se l’approccio attuale dovesse persistere, sarà sempre più difficile trovare personale motivato e in grado di apportare nuove energie.

La Fisascat Cisl Venezia denuncia l’insostenibilità di una dicotomia che vede da un lato la produzione di profitti milionari e dall’altro lo scaricamento di disservizi e responsabilità sui lavoratori in appalto. Lo sciopero è la diretta conseguenza di una “gestione scellerata che ha superato ogni limite, anche quello del buonsenso e del vivere civile”. Questa situazione, avverte il sindacato, sta creando i presupposti per una vera e propria emergenza di ordine pubblico e sociale.

Nicola Pegoraro, Segretario Generale FISASCAT CISL VENEZIA, Silvia Salvati, componente di Segreteria, e Mina Alberta Parisotto, RSA FISASCAT CISL VENEZIA, sono i firmatari di questo appello.

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