Il progetto di Poste Italiane “Scarpa vecchia fa buon gioco” diventa realtà. I primi pannelli, nati dalla gomma riciclata delle calzature, installati nel parco giochi dell’asilo nido aziendale di Roma. L’iniziativa ha permesso di ridurre l’impatto ambientale di 51.335 kg di CO₂
L’idea è nata da un gruppo di dipendenti di Poste Italiane: riciclare le vecchie scarpe dei portalettere per essere trasformate e avere un utilizzo green. Nel 2025, nelle tre regioni del Nordest sono state raccolte 1500 paia di scarpe; altre 500, raccolte da inizio 2026, sono pronte per essere inviate al recupero.
Le vecchie scarpe vengono raccolte nei centri logistici di tutta Italia e inviate al Centro di Smistamento di Ancona per essere trasformate. Oggi ne sono state accumulate già 16 tonnellate, a riprova della partecipazione attiva di tutti i centri logistici e della sensibilità dei dipendenti di Poste Italiane sui temi ambientali e sociali che animano l’economia circolare. Un contributo importante arriva anche dal punto di vista ambientale: grazie all’impegno di Poste nel trasformare il rifiuto invece di smaltirlo, l’azienda ha ridotto nel 2025 l’impatto ambientale di 51.335 kg di CO₂, l’equivalente di 169.421 chilometri percorsi da un’autovettura diesel o della capacità di assorbimento di 311 alberi. Numeri che raccontano con chiarezza l’efficacia di un progetto che unisce innovazione, sostenibilità e attenzione al territorio.
La gomma, che prima garantiva la sicurezza dei portalettere, oggi offre protezione ai bambini, un circolo virtuoso nato da un’idea di successo che presto – assicurano i suoi promotori – sarà estesa al riciclo di caschi e divise dismesse.
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