Italian flag
ItaliareligioneSantiSlide-main

Santa Pasqua

2 minuti di lettura

Un giorno, molto tempo fa, ho letto che un prete ha tenuto a Pasqua una predica di una frase sola:
“Oggi Cristo è risorto, ma tanto voi non ci credete lo stesso!”.

È una frase provocatoria, quasi dura. Eppure, se siamo sinceri, tocca qualcosa di vero dentro di noi. Perché la Risurrezione non è difficile da capire… è difficile da credere davvero.

Anche i primi discepoli hanno reagito così. Quando Maria Maddalena e le altre donne tornano dal sepolcro, raccontando di aver visto il Signore vivo, nessuno ci crede. Pensano a un sogno, a un’illusione, a un vaneggiare di donne. Solo più tardi, lentamente, attraverso incontri personali diretti e concreti, lo stupore si apre alla fede.

La Pasqua non nasce da una fede forte. Nasce da cuori dubbiosi, feriti, disillusi: il cuore dei due di Emmaus che tornano a casa stanchi e sfiduciati, con il volto triste.

E allora quella frase, invece di essere un’accusa, diventa uno specchio: “Non ci credete lo stesso!”. Forse è vero. Forse crediamo a parole, ma poi viviamo come se Cristo fosse ancora nel sepolcro. Come se la morte avesse l’ultima parola. Come se il male fosse più forte del bene.

Ma la Pasqua arriva proprio lì. Non per rimproverarci, ma per sorprenderci.

Cristo risorto non aspetta una fede perfetta. Entra nei cenacoli chiusi, nelle paure, nei dubbi. Come farà con Tommaso, che chiede di vedere per credere. E Gesù non lo rifiuta: gli mostra le ferite, lo incontra proprio nel suo bisogno di prova.

La Risurrezione non cancella le ferite, le trasfigura.

E allora la vera domanda non è: “Credi o non credi?”. Ma: “Se Cristo è davvero risorto, cosa cambia nella tua vita?”.

Cambia tutto.

Cambia il modo di guardare il dolore: non è più una fine.
Cambia il modo di guardare il peccato: non è più una condanna definitiva.
Cambia il modo di guardare la morte: non è più l’ultima parola.

“Cristo è risorto, è veramente risorto!”.

Il salto di qualità sta tutto in questo avverbio: veramente!

E proprio per questo la Pasqua è per noi. Non per chi è già sicuro, ma per chi è in cammino. Non per chi vede tutto chiaro, ma per chi, tra dubbi e speranze, osa ancora aprire uno spiraglio.

Oggi, più che dimostrare qualcosa, lasciamoci incontrare. Perché il Risorto non è un’idea da accettare. È una presenza da accogliere.

E, poco alla volta, anche il nostro cuore e la nostra vita potranno dire e testimoniare:
“Cristo è risorto! È veramente risorto!”.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
AmbienteAttualitàCostume&SocietàEconomia&LavoroItaliaSlide-main

Il giorno più lungo dell'anno

1 minuti di lettura
Torna l’ora solare domani, domenica 25 ottobre. Bisogna portare indietro le lancette dell’orologio di un’ora Sarà il giorno più lungo dell’anno, 24…
AttualitàSlide-mainSportTreviso

Dolomiti Bellunesi a Treviso. Oggi al Tenni sarà una sfida aperta

2 minuti di lettura
Un match molto sentito, un derby che ritrova le due squadre dopo l’incontro di Coppa Italia di serie C, dove i bellunesi…
AttualitàSlide-mainVeneto

Autonomia del Veneto, nove anni dal referendum: la Regione lancia dieci borse di studio per i giovani

3 minuti di lettura
Dal referendum del 2017 all’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri: le tappe del percorso dell’autonomia e l’iniziativa di…