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Sanremo 2026, la top five della splendida serata cover

Nella quarta serata del 76esimo Festival di Sanremo dedicata alle cover e i relativi binomi artistici non sono mancate le sorprese e le emozioni, confermando grande creatività e qualità. Di seguito i primi cinque classificati di un podio che generava parecchia attesa

1 – Ditonellapiaga e Tony Pitony – “The lady is a tramp”

Tra ironia e messinscena con Tony Pitony mascherato come sempre e Ditonellapiaga alle prese con una parrucca rosa che rende e colora il tutto. Un tuffo acrobatico e cromatico nel 1937 che, complice la splendida cover di Sinatra sbanca Sanremo, piaccia o non piaccia.

2 – Sayf con Alex Britti e Mario Biondi “Hit the Road Jack”

Perfetti e ariosi, che con sembrano certi giunti all’Ariston per caso, anzi questa reinterpretazione diventa un colpo di fulmine e fin dl primo vagito si comprende la qualità e il talento. Con Sayf alla tromba che ammalia.

3 – Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma “Quello che le donne non dicono”

Signori, va in scena l’affascinante dicotomia tra modernità e tradizione, con tutto quello che può arrivare da un artista come Arisa e la straordinaria potenza espressiva di un orchestra di tale lignaggio. Da ricordare.

4 – Bambole di Pezza con Cristina D’Avena ” Occhi di gatto”

Il binomio poteva rappresentare anche un incognita, ma l’anima rocker di Occhi di Gatto cavalcata dalle Bambole in totale simbiosi con la D’Avena, iconica voce delle sigle cartoon, funziona eccome. E arrivare nei primi cinque nella serata delle cover di Sanremo non è un risultato qualunque.

5 – Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band “Vita”

L’effetto sorpresa dell’arrivo di Babbo o papà Gianni sul palco non sposta di una nota il pezzo scritto da Mogol e Lavezzi che, in versione cover, in fatto di arrangiamenti e rap produce quelle splendide vibrazioni positive che tutti noi ricerchiamo. Promossi.

Ora, archiviata la serata cover in cui non sono mancate emozioni, ascolti e anche qualche riverbero polemico, come la battuta di Gianluca Grignani sul “numero della Pausini“, che va riletta come una freccia diretta verso la loro antica querelle, lo sguardo è tutto verso la serata finale. Dove tra favoriti e sorprese il pathos sarà assicurato.

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