Sanremo 2025 chiude con la vittoria di Olly e la sua “Balorda nostalgia“ che precede la sorpresa Lucio Corsi
È stato il Festival dei record, di ascolti di bella e buona musica nonché di rassicurazioni, che Carlo Conti perfetto padrone di casa e anfitrione ha fatto subito comprendere di dover dare. Compreso il continuo refrain “Tutta l’Italia“ di Gabry Ponte, autentico tormentone in casa Ariston,
Con i co-conduttori che dalla prima sera hanno preso le sembianze di zio Gerry Scotti e Antonella Clerici, propedeutici per una line up tranquilla atta a spegnere immediatamente il prurito che aveva accompagnato il Festival, vedi il ritiro di Skilla e il caso Fedez– Lauro. Ma non solo.
Un Conti, direttore artistico, che prendendo l’estintore in mano spegne sul nascere tutto quelle scorie che non appartengono alla kermesse sanremese, quasi a proteggerne il pentagramma e il talento.
Sempre in velocità, attento alla scaletta e ai tempi, Carlo, da perfetto protagonista con un occhio all’auditel e uno alla conduzione popolare, spazzando il retroterra appartenente ad Amadeus, confeziona un Festival di cui andare fieri, intiepidendo sul nascere cassandre e inutili smancerie, lanciando un messaggio ben preciso, signori qui conta solo la musica. Autentico siluro.
Sicuro e sereno, riesce a tagliare il traguardo finale senza sforzi immani alla Dorando Petri ma in totale scioltezza, un relax che durante la settimana sanremese ha generato quel dolce frastuono che ha adornato il palco di Sanremo ma non solo, con l’autorevolezza di poter guidare i cantanti senza volersi sovrapporre a loro, tutelandone i talenti e la valenza artistica.
Talenti che hanno attraversato la kermesse con brani di grande qualità, dall’indiscussa Giorgia, vincitrice morale, alla leggerezza di Willie il Coyote, o alla piacevole irriverenza di Rose Villlain passando per i cuoricini di Coma_Cose, ma solo per citarne alcuni, Lucio Corsi compreso.
Il resto sarà cibo per il futuro prossimo, con le canzoni che rimaranno. Il Festival è tra di noi per questo.
Instacult di Mauro Lama
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