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Sanità in sciopero

1 minuti di lettura

A rischio 1,2 milioni di prestazioni mediche in tutta Italia

20 novembre 2024 – È iniziato oggi lo sciopero nazionale di 24 ore che coinvolge medici, dirigenti sanitari, infermieri e altre professioni del settore sanitario. Secondo quanto riportato dai sindacati Anaao Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up, fino a 1,2 milioni di prestazioni sanitarie potrebbero essere annullate a causa della protesta. Tra queste, circa 50mila esami radiologici, 15mila interventi chirurgici programmati e 100mila visite specialistiche. Restano comunque garantite tutte le prestazioni d’urgenza.

La mobilitazione include una manifestazione in Piazza Santi Apostoli a Roma per denunciare i pesanti tagli previsti dalla Legge di Bilancio per la sanità pubblica. I sindacati lamentano risorse insufficienti per i contratti di lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Le motivazioni dello sciopero

La protesta si concentra su numerosi punti critici:
• Contratti di lavoro: Le risorse stanziate per i rinnovi contrattuali sono ritenute del tutto inadeguate.
• Retribuzioni: Saltata la detassazione parziale dello stipendio e incrementi salariali definiti “esigui e intempestivi”.
• Sicurezza e personale: Nessuna misura concreta per l’assunzione immediata di nuovo personale o per garantire la sicurezza negli ospedali, inclusa la mancata istituzione di Presidi di Pubblica Sicurezza.
• Diritti dei lavoratori: Assenza di riconoscimento del lavoro usurante, vincoli di esclusività ancora in vigore per infermieri e professionisti sanitari, e mancata contrattualizzazione degli specializzandi.

Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up, ha evidenziato il grave disagio causato dalla mancanza di un’adeguata riforma delle cure ospedaliere e territoriali, mentre Pierino Di Silverio (Anaao Assomed) e Guido Quici (Cimo-Fesmed) hanno sottolineato che il segnale di adesione, con picchi fino all’85%, testimonia l’urgenza di intervenire sulle condizioni di lavoro nei nosocomi italiani.

Un segnale forte per il governo

“La partecipazione massiccia, nonostante gli esoneri previsti per legge, dimostra quanto la categoria sia unita nel denunciare le difficoltà quotidiane a cui deve far fronte. È un messaggio che il governo non può ignorare”, hanno dichiarato i rappresentanti sindacali.

Con le proteste in corso, si riaccende il dibattito sul futuro del sistema sanitario nazionale, tra la necessità di investimenti strutturali e il timore che ulteriori tagli possano comprometterne definitivamente la sostenibilità.

crediti immagine:generata con AI di proprietà del Nuovo Terraglio

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