Per la prima volta nella storia del Giappone, una donna è diventata prima ministra. Sanae Takaichi, 64 anni, è entrata ufficialmente in carica il 21 ottobre 2025. Figura di spicco dell’ala più conservatrice del Partito Liberal Democratico (PLD), Takaichi è conosciuta tanto per le sue posizioni tradizionaliste quanto per la sua passione per la musica heavy metal
GIAPPONE. Takaichi è da tempo considerata una delle eredi politiche di Shinzo Abe, l’ex premier assassinato nel 2022, con cui aveva un legame personale e politico molto stretto. Dopo la sua morte, scrisse: «Da oggi dovrò lavorare ancora più duramente, o dovrò scusarmi con lui». Una promessa che sembra aver mantenuto, scalando i ranghi del partito fino al ruolo più alto del Governo.
La sua elezione arriva dopo le dimissioni di Shigeru Ishiba, travolto dal calo di consensi del PLD e da un crescente malcontento verso la stagnazione economica del paese. Il partito, che governa quasi ininterrottamente dal 1955, ha perso la maggioranza parlamentare e deve ora affrontare un contesto elettorale sempre più instabile.
Sfide economiche e crisi demografica
Il nuovo governo Takaichi dovrà fronteggiare diversi nodi critici: l’inflazione persistente, la svalutazione dello yen e la gravissima crisi demografica che minaccia la sostenibilità del sistema sociale. Con un’età media di oltre 45 anni e un tasso di natalità tra i più bassi al mondo, il Giappone rischia un lento declino economico e culturale.
Come il suo mentore Abe, Takaichi propone un mix di tagli fiscali e aumento della spesa pubblica per stimolare la crescita, ma non mancano le critiche: molti temono che il suo programma rafforzi solo i grandi conglomerati industriali, trascurando le famiglie e i giovani.
Nazionalismo e relazioni estere
Convinta sostenitrice del rafforzamento militare del Giappone, Takaichi ha più volte espresso il desiderio di modificare l’articolo 9 della Costituzione, che vieta la creazione di forze armate offensive. Ha visitato più volte il santuario di Yasukuni, dedicato ai caduti di guerra giapponesi, compresi alcuni condannati per crimini di guerra: un gesto simbolico che ha spesso irritato Cina e Corea del Sud.
Sul fronte internazionale, si presenta come una leader determinata ma prudente. Dovrà presto incontrare il presidente statunitense Donald Trump, tornato alla Casa Bianca con una politica commerciale aggressiva e minacce di nuovi dazi. Allo stesso tempo, Takaichi ha manifestato l’intenzione di rafforzare i legami con Taiwan, sfidando indirettamente Pechino.
Turisti, cervi e heavy metal
Originaria della regione di Nara, città antica e meta turistica famosa per i suoi cervi sacri, Takaichi non ha mai nascosto una certa insofferenza verso l’overtourism. In passato aveva polemizzato contro i comportamenti irrispettosi di alcuni visitatori stranieri, anche se le sue affermazioni — a volte prive di riscontri — hanno suscitato più di una controversia.
Dietro la sua immagine rigida e formale, però, si nasconde un lato inaspettato: è un’appassionata di musica rock e heavy metal. Suona la batteria fin da giovane e cita spesso gli Iron Maiden e i Deep Purple come fonti di ispirazione. Non a caso, molti la paragonano a Margaret Thatcher, non solo per le posizioni politiche, ma anche per la determinazione e il gusto per i tailleur blu impeccabili.
Una premier donna, ma non femminista
Pur essendo la prima donna a guidare il paese, Takaichi non è considerata una promotrice dei diritti di genere. Si oppone ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, all’uso di cognomi differenti tra coniugi e a qualsiasi riforma che permetta a una donna di salire al trono imperiale.
Un piccolo passo, ma simbolico
Nonostante le sue posizioni tradizionaliste, l’ascesa di Takaichi segna comunque un momento storico per il Giappone. In un paese dove la politica è ancora fortemente dominata dagli uomini, la sua nomina rappresenta almeno un segnale di cambiamento. Resta da capire se questo cambiamento sarà solo di facciata, o se aprirà davvero una nuova stagione per la società giapponese.
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