Una storia d’amore che dimostra come il sentimento non conosca età. Giuditta e Carlo, ospiti della RSA Casa Mia Casier, celebrano un San Valentino all’insegna dell’affetto e della complicità, testimoniando che l’amore può fiorire anche in età avanzata.
CASIER. Nella tranquilla cornice di Casier, in provincia di Treviso, una storia d’amore continua a scaldare i cuori. Giuditta e Carlo, due ospiti della RSA Casa Mia Casier, dimostrano che San Valentino può essere celebrato a qualsiasi età, e che l’amore, quello vero, non conosce barriere.
La loro storia, come racconta _emeis Italia_, inizia nel lontano 1957, durante una fiera a Padova. Carlo, allora ventiquattrenne, colpì Giuditta, ventenne, con un gesto semplice ma efficace: piccoli sassolini lanciati a distanza. “Ricordo con un sorriso che Carlo le lanciava piccoli sassolini a distanza, un gesto giocoso che catturò subito la sua attenzione”, racconta Giuditta. Nonostante le iniziali esitazioni, dovute a una precedente relazione di Giuditta e alla distanza tra Milano e Treviso, Carlo non si arrese. Trasferitosi a Padova, iniziò a frequentarla assiduamente, scrivendole e facendo la spola tra le due città. Un piccolo “intervento” del padre di Giuditta fu decisivo per farle capire che era giunto il momento di fidanzarsi ufficialmente.
Il primo regalo di fidanzamento di Carlo fu una bambola di porcellana da collezione, un oggetto prezioso che ancora oggi custodiscono come simbolo del loro amore nascente. Nel 1961, Giuditta e Carlo si sposarono a Treviso, coronando il loro sogno d’amore e dando vita a una famiglia con due figli.
Il segreto della loro lunga e felice unione? Il rispetto reciproco e le piccole attenzioni quotidiane. Giuditta, appassionata di fiori, ha sempre ricevuto da Carlo omaggi floreali, un gesto che continua ancora oggi, seppur con minore frequenza. “Carlo scherza spesso sul fatto che gli mancherebbe solo un negozio di fiori in struttura per poterle fare regali ogni giorno”, aggiunge una nota del comunicato.
Tra i ricordi più cari, Giuditta e Carlo custodiscono una vacanza in Russia, un’esperienza indimenticabile per la spontaneità delle persone e la capacità di comunicare nonostante le difficoltà linguistiche. Nella vita di tutti i giorni, Giuditta si è sempre occupata della gestione domestica e amministrativa della casa con precisione e metodo, tanto da essere bonariamente rimproverata da Carlo per essere “troppo perfettina”. La sua attenzione ai dettagli e alla parsimonia affonda le radici nei ricordi dell’infanzia, segnata dalla guerra e dalle difficoltà economiche.
Per Giuditta e Carlo, ogni tappa del loro matrimonio è stata un sogno realizzato. Il loro consiglio alle giovani coppie? “Dialogare molto, senza mai nascondersi dietro bugie o sotterfugi.” Un insegnamento prezioso, frutto di una vita trascorsa insieme, affrontando gioie e difficoltà con amore e complicità.
E se dovessero riassumere il loro matrimonio in una frase, non avrebbero dubbi: “Noi siamo ancora fidanzati!” Una dichiarazione semplice ma potente, che racchiude l’essenza di un amore che non conosce età e che continua a fiorire, giorno dopo giorno, nella RSA Casa Mia Casier.
La storia di Giuditta e Carlo è un esempio di come le RSA possano essere luoghi di vita, relazioni e affetti, dove l’amore continua a esistere, evolversi e sorprendere, anche un po’ in là negli anni. Un messaggio di speranza e di ottimismo, che celebra la bellezza dei sentimenti e la forza dei legami umani.
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