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San Stino di Livenza. Uccide la moglie a bottigliate poi chiama i Carabinieri

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Per il Codice penale il femminicidio non esiste. Quello di oggi, perpetrato verso la madre delle sue due figlie, è un omicidio in ambito domestico. 65 anni lui, 60 lei. Due figlie, 25 e 22 anni. Cambia la forma, la sostanza è che un’altra donna ha perso la vita per mano del suo compagno di vita. A chiamare i Carabinieri è stato lo stesso uomo che l’ha uccisa.

Cinzia Luison aveva 60 anni ed era la titolare di un negozio di parrucchiera a Blessaglia di Pramaggiore.

Pare che al momento della tragedia in casa ci fosse anche una delle figlie, che sarebbe riuscita a scappare.

I Carabinieri hanno preso in custodia l’omicida, Giuseppe Pitteri detto Walter, originario di Mestre ed ex dipendente Actv, per portarlo alla stazione di San Stino di Livenza. Nell’abitazione sono intervenuti anche i Carabinieri di Portogruaro e il pm Barbaro di Pordenone.

“Niente colpisce di più di una storia vera in un mondo in cui è fondamentale anche la fiction per attirare l’attenzione sulla violenza contro le donne come piaga sociale. Quella di Cinzia Luison ci richiama alla tragica quotidianità dei fatti e ci riempie il cuore di amarezza per quello che forse poteva essere evitato.  Di fronte alla morte di una persona in questo modo possiamo solo dire che la violenza a nessun livello è tollerabile e va condannata senza se e senza ma con l’impegno di tutti”, le parole del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, alla notizia della morte di Cinzia Luison.

“L’impegno di tutti affinché nessuno debba più piangere per le vittime di simili omicidi – conclude Zaia – inizia dalla consapevolezza che è fondamentale educare le nuove generazioni ma anche favorire con ogni mezzo la denuncia di situazioni in cui ci sono donne in pericolo e sottoposte a violenza sia fisica sia psicologica. Il Veneto ha una rete antiviolenza fatta di 26 centri, 38 sportelli, 28 case rifugio. Sono già molte le donne che grazie ad essa sono riuscite a mettersi in salvo. La segnalazione delle situazioni a rischio va assolutamente stimolata. Esprimo il mio cordoglio per il tragico fatto”.

Dal 1 gennaio a oggi sono 105 le donne uccise dai propri compagni, ex compagni, mariti, ex mariti, “spasimanti” respinti. Secondo i dati Istat, nel 2021 le vittime uccise in una relazione di coppia o in famiglia sono state 139: 39 uomini e 100 donne. Di queste, il 58,8% è vittima di un partner o un ex. A livello mondiale, secondo l’Onu, ogni ora più di cinque donne e ragazze hanno trovato la morte in famiglia. Questo corrisponde a un femminicidio ogni dodici minuti.

Per cercare aiuto esisto le “Stanze tutte per sé” promosse da Soroptimist nelle sedi dei comandi Carabinieri e Polizia. Ricordiamo inoltre che è sempre possibile rivolgersi al numero 1522, attivato nel 2006 dal Dipartimento per le Pari Opportunità con l’obiettivo di sviluppare un’ampia azione di sistema per l’emersione e il contrasto del fenomeno della violenza intra ed extra familiare a danno delle donne. Nel 2009, con l’entrata in vigore della L.38/2009 modificata nel 2013 in tema di atti persecutori, ha iniziato un’azione di sostegno anche nei confronti delle vittime di stalking.

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