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San Giuliano, il grande parco che guarda Venezia 

4 minuti di lettura

L’ultimo lembo della città di Mestre, è oggi un grande parco che interessa un’area di 700 ettari, dei quali 475 di terreno e 225 di canali, barene e laguna

La realizzazione del Parco San Giuliano, nel Comune di Venezia, costituisce uno degli interventi di riconversione urbana più significativi per la complessità e le difficoltà di attuazione. Queste sono dovute al forte degrado ambientale del luogo: l’area, infatti, è stata utilizzata per anni come discarica di rifiuti industriali e urbani.

Ma non fu sempre così. Il passato di quella zona racconta una storia bellissima, la storia di Mestre. Una piccola Versailles, Carlo Goldoni definì così Mestre sul finire del Settecento. Era un luogo speciale, composto da ville, giardini e corsi d’acqua dove i veneziani amavano trascorrere i mesi estivi, quelli della villeggiatura, tanto raccontati dal commediografo veneziano.

Nel dopoguerra. Punta San Giuliano, la parte estrema della terraferma che si prolunga fin dentro la laguna di Venezia, fu una colonia elioterapica, per i benefici della sua ‘aria’, e spiaggia, con tanto di camerini in mattoni bianchi, frequentata dai mestrini nella bella stagione.

La spiaggia di Mestre, raccontata in un libro dal giornalista e scrittore Pierluigi Rizziato, fu un luogo molto frequentato, seppur per pochi anni, fino a metà degli anni ’50. Precisamente, la colonia e la spiaggia furono chiuse definitivamente nel 1956. Già all’epoca, dopo pochi anni di attività di Porto Marghera, l’aria e le dolci acque lagunari non erano più le stesse.

Il sacco di Mestre

Sin dai primi anni del dopoguerra, con lo sviluppo di Porto Marghera e le sue industrie e raffinerie, c’era da far spazio in città per ospitare la grande immigrazione lavorativa. La richiesta di alloggi e strutture per accogliere le famiglie provenienti da tutta Italia, ma anche da Venezia e dalle sue isole, aveva la precedenza sulle bellezze paesaggistiche e architettoniche presenti nel territorio.

La notte di Capodanno del 1947 un plotone di taglialegna, assoldati segretamente nel Friuli, piombò nel centro di Mestre dove sorgeva Parco Ponci.

In una sola notte fu raso al suolo un parco stupendo, con centinaia di alberi secolari. Parco Ponci, con il laghetto, i canali e le piccole imbarcazioni, era un luogo fiabesco che ricordava luoghi di Versailles.

Questo fu il primo atto di un sistematico saccheggio di Mestre per agevolare la speculazione edilizia. E non bastava l’area residenziale, servivano anche luoghi per accogliere i rifiuti. Così, a San Giuliano, la spiaggia di Mestre diventò una “regolare” discarica.  

E la Città si trasformò da piccola Versailles a città “brutta”.

Il sogno di Gaetano Zorzetto

Testimone di quel disastro e determinato a rimediare con grande idee e spinte verso il futuro, fu Gaetano Zorzetto, ideatore di innumerevoli parchi ma soprattutto del Parco San Giuliano e del Bosco di Mestre. Vissuto tra il 1940 e il 1995, fu protagonista di grandi battaglie ambientaliste.

Gaetano Zorzetto è stato Consigliere Comunale ininterrottamente dal 1970 fino al 1990, assessore più volte negli anni ’80 e Prosindaco di Mestre dal 1993 fino al 1995, anno in cui è prematuramente scomparso a causa di un male incurabile.

Era un maestro elementare, un uomo politico, ma è stato soprattutto un mestrino appassionato, generoso e testardo, che ha lottato per la Città fino all’ultimo. L’ultima conferenza stampa con i “suoi” giornalisti la tenne in collegamento telefonico da casa, all’epoca non c’era Zoom, pochi giorni prima di morire.

Ricordo che mi disse, qualche tempo prima: “Ho pronte tutte le carte e gliele farò firmare perché adesso non possono dirmi di no. E poi sarà cosa fatta!”.

Le sue battaglie, dalle prime per il parco di Altobello, per il Parco della Laguna, per il Canal Salso, per il Parco di San Giuliano, fino al progetto per il Bosco di Mestre, sono dovute al suo amore per Mestre e Venezia, per la laguna e per l’ambiente. Per rendere di nuovo bella la città e la qualità della vita dei suoi cittadini.

Il progetto Parco San Giuliano

Nel 1990 fu indetto un concorso internazionale “Un parco per San Giuliano”, da parte del comune di Venezia, con lo scopo di iniziare il processo di riconversione dell’area. Nel 1991 l’architetto Antonio Di Mambro, in rappresentanza del gruppo “Comunitas Inc.” (vincitore del concorso), iniziò la stesura del Piano Guida del Parco San Giuliano, approvato dal Comune il 19 gennaio 1996, dopo la morte di Zorzetto.

Il progetto è stato posto in essere nell’ambito di un intervento di conservazione e salvaguardia dell’habitat lagunare e del patrimonio faunistico e floristico lagunare, contrastandone il degrado verificatosi in quegli ultimi anni.

L’area dove è stato realizzato il parco, Punta San Giuliano, in origine area paludosa, utilizzata negli ultimi decenni come discarica di fanghi industriali e rifiuti urbani che accumulandosi l’hanno imbonita, è così tornata ad essere punto di incontro tra la terraferma mestrina e Venezia, sulla cui vista s’affaccia.

Il Parco è stato presentato alla cittadinanza il 7 novembre 2003 dall’allora presidente della Commissione europea Romano Prodi e dall’ex sindaco Paolo Costa ma è rimasto aperto al pubblico solo per tre giorni (7-9 novembre 2003). La definitiva apertura è avvenuta l’8 maggio 2004. E 7 anni dopo, l’8 maggio del 2011 il parco ospitò la visita a Venezia di Papa Benedetto XVI.

Il Parco di San Giuliano, esteso ad oggi per 74 ettari, offre aree verdi, una pista di pattinaggio e un campo sportivo, oltre ad una rete di percorsi pedonali e ciclabili inseriti nel sistema del verde. Ci sono inoltre il canile comunale, ampi spazi dedicati alla libera attività sportiva dei cittadini e punti ristoro attrezzati.

Per visitare interamente il Parco si impiegano alcune ore. Ci sono diversi parcheggi il cui uso, per 3 ore, è gratuito. Ci sono vari punti d’ingresso, chiamate Porte, e, dopo una bella passeggiata, si può ammirare Venezia a bordo laguna!

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