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Salvini a Venezia: Poteri speciali per la Città. “Va preservata ma non va chiusa in una teca”

Il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, alle 12 di giovedì 30 agosto, si è recato presso la Scuola Grande di San Rocco per incontrare il governatore della regione Veneto Luca Zaia e firmare il

Il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, alle 12 di giovedì 30 agosto, si è recato presso la Scuola Grande di San Rocco per incontrare il governatore della regione Veneto Luca Zaia e firmare il patto per la legalità sulla Pedemontana.

 

Dalle prime luci dell’alba, la Città era blindata per il suo arrivo. Ci sono state alcune contestazioni da parte dei “No global” che hanno steso uno striscione sul ponte di Rialto con la scritta in inglese “Salvini not welcome”. Con ironia, sulla sua pagina Facebook, il vicepremier ha così commentato l’accaduto: “Stamattina ad accogliermi a Venezia c’erano ben 20 “bravi ragazzi” dei centri sociali. Che tenerezza, un bacione per loro”.

 

Il vicepremier ha risposto alle molte domande inerenti le “grandi opere”, a partire dal TAV fino ad arrivare al Mose. In particolare sul Mose il ministro dell’interno ha dichiarato: “Ascolteremo quello che ci hanno chiesto le istituzioni locali”. Il governatore Zaia ha aggiunto: “Sono il primo che non lo voleva, tuttavia tengo a precisare che non è un’opera della Regione. E più che pensare al suo funzionamento, penso alla manutenzione. Ottanta, 100 milioni all’anno, una cifra impensabile. Non so dove si andranno a trovare queste risorse. Di certo la Regione non ce le mette”.


Il vicepremier ha affrontato il problema delle grandi navi dichiarando: ”Le forze che stanno operando al governo sapranno dialogare e trovare un accordo. Certo che non si può far passare una grande nave davanti a San Marco, ma non possiamo rinunciare alla ricchezza, al lavoro e all’indotto che il contributo di migliaia di turisti portano a Venezia. Va preservata, ma non va chiusa in una teca, va aperta al mondo”.

 

Salvini ha parlato anche di maggiori poteri ai sindaci: “Venezia è un patrimonio unico al mondo e ragioneremo col mio ministero e con il governo per individuare poteri speciali da assegnare a qualcuno”. Evidente il riferimento al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che da tempo chiede di avere una maggiore libertà d’azione, in particolare sui problemi inerenti alla gestione della sicurezza.

 

Non sono mancate infine alcune stoccate nei confronti del Presidente francese Macron e sulla situazione migranti: ”Non prendiamo lezioni dalla Francia che ha respinto migliaia di donne e bambini al confine italiano.” Per quanto riguarda i capi di imputazione nei suoi confronti afferma: ”Strano paese il nostro, vengo indagato perché ho difeso i confini del nostro Paese. Poco male, sono pronto a confrontarmi con chiunque. Possono indagarmi per quello che vogliono, io tiro dritto come un treno”.

 

Nel pomeriggio Il vicepremier ha commentato sul suo profilo Facebook la firma su protocollo sulla Pedemontana: “Il modello con il quale si sta realizzando la superstrada Pedemontana Veneta è un esempio positivo di gestione pubblico-privato anche per il resto d’Italia.

Firmando questo Protocollo riaffermiamo un’idea di crescita, di sviluppo e di futuro per il nostro Paese”.

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