Nello scorso weekend, il 28, 29 e 30 novembre, si è svolto nella splendida location della Villa Bonaparte di Fermo, un festival che valorizza il territorio
Dopo il successo delle prime edizioni, l’evento è tornato con nuove esperienze e un programma arricchito.
Accanto ai tradizionali banchi d’assaggio, masterclass ed incontri con i produttori, quest’anno è debuttata una novità importante: uno spazio dedicato all’olio extravergine d’oliva delle Marche, protagonista insieme al vino come espressione autentica del territorio. Un’occasione per conoscere etichette pregiate, assaporare abbinamenti inediti e approfondire la cultura dell’EVO in un contesto conviviale e raffinato.
Per tre giorni, il Wine Festival delle Marche ha proposto un percorso sensoriale che ha unito vini DOC e DOCG, eccellenze gastronomiche locali e momenti di dialogo con esperti e appassionati. Un evento che è stato insieme celebrazione, riflessione e vetrina del meglio che la regione sa offrire. Infatti molti sono stati gli high light di questo evento così particolare.
Dopo l’inaugurazione del festival alle ore 19 con il taglio del nastro alla presenza delle istituzioni locali e degli sponsor, il 28 sera alle ore 20,30 si è svolta una cena in villa, a cura di TopCatering, con degustazione guidata dal sommelier Andrea Amadei e dall’agronomo Daniele Paci.
Tanto per capire la portata dell’evento, Andrea Amadei è un degustatore, autore radiofonico e televisivo; è voce di Decanter Rai Radio2 e volto del mezzogiorno di Rai1 con Antonella Clerici. È anche direttore editoriale di una rivista del vino “The Art of Wine”, creata privilegiando un linguaggio immediato, immagini e disegni atti a far emergere un pianeta del vino più moderno.
Danile Paci invece è un agronomo di professione che, sui social, realizza contenuti di qualità per aiutare i consumatori a mangiare meglio e in maniera più sana. Con il suo progetto “Mangia Locale” porta i prodotti di centinaia di aziende agricole italiane direttamente sulle tavole dei consumatori. Consulente RAI dal 2016 al 2019, ha partecipato a numerose trasmissioni su Rai 1 come “Tempo e Denaro”, “Buono a Sapersi”, “La prova del Cuoco” e “Tutto Chiaro”. In occasione di questo evento, ha messo a disposizione anche delle copie del suo libro”La spesa Felice”.
Il giorno dopo agli ospiti dell’evento è stata offerta alle ore 14:30 una visita guidata di Villa Bonaparte a cura del Dott. Marco Rotunno (Direttore Museo MITI di Fermo). Nel frattempo alle ore 15 si sono aperti i percorsi di assaggio con oltre 40 aziende, tra cui segnalare quella de La Lepre e la Luna, che produce il vino ancestrale. E’ una realtà vitivinicola che sorge a Montecassiano, un borgo medioevale situato nel centro delle Marche. Si tratta di una piccola anzi piccolissima azienda a conduzione famigliare con soli 1,5 ettari di vigneto e una produzione totale di circa 4.000 bottiglie. I trattamenti nel vigneto sono ridotti all’essenziale e minimo è l’uso di lavorazioni meccaniche. Le uve vengono raccolte manualmente e la maggior parte dei vitigni vengono vinificati in purezza e sono utilizzate anfore di terracotta (fatta eccezione per l’ancestrale che fermenta in bottiglia). Le anfore in terracotta sono i recipienti di vinificazione più antichi, impiegati agli albori della produzione del vino. In cantina solo lieviti autoctoni, fermentazioni spontanee, niente additivi, nessuna correzione, aggiunta o filtrazione.
Alle 17 un altro evento clou: la Masterclass The Time Machine, un degustazione guidata di Colle Vecchio della Tenuta Cocci Grifoni con una verticale di annata di Offida Pecorino DOCG con le annate 2008-2011-2013-2024. La degustazione è stata guidata da Andrea Amadei, sommelier e gastronomo e dalla signora Marilena Cocci Grifoni, figlia del famosissimo Guido.
E’ stato emozionante vedere come un vino possa “parlare” attraverso i suoi colori e soprattutto i suoi sapori, raccontandoci anche dell’andamento climatico dell’annata, che ha influenza profondamente il vino, dando alle stesse uve delle sfumature assolutamente diverse.
La capacità di Andrea Amadei di rendere un vino comprensibile anche ai non addetti è grazie alla sua spumeggiante narrazione. Lui infatti afferma che “è fondamentale avere una base di consapevolezza della materia per realizzare una comunicazione coinvolgente e affidabile. Serve inoltre avere delle basi per comprendere le unicità di un prodotto come il vino e le bollicine al fine di trasmetterle agli altri. Il pubblico si accorge se vai a memoria e non hai consapevolezza o conoscenza, in un discorso”.
Il 30 l’apertura dell’evento è stato alle ore 14,30, sempre con la proposta della visita guidata in Villa Bonaparte a cura del Dott. Rotunno, che ha riscosso molto interesse e successo e l’apertura dei percorsi di assaggio con oltre 40 aziende, tra cui va segnalata quella di Massimo Carletti, che presentava i suoi vini del Podere Sabbioni, prodotti dai vigneti in prossimità dell’Abbazia di Fiastra. La sua azienda è un’eccellenza che si basa sulla sostenibilità, sull’identità e sull’inclusione. Proprio per questo da poco il proprietario è stato invitato a come relatore ad un evento che si è tenuto presso l’università di Strasburgo sul vino e turismo.
Alle ore 17 altro high light del festival: la Masterclass Cinquanta sfumature di rosso, una degustazione guidata del Grenache, a cura di Pierluigi Gorgoni, sommelier e scrittore, enologo e giornalista. E’ anche un docente storico di ALMA e IULM, autore e degustatore per L’Espresso, co-autore dell’Enciclopedia del Vino. Ha firmato centinaia di articoli e progetti di formazione. Ha inoltre ottenuto il Premio Luigi Veronelli, come Brand Ambassador e curatore della Guida Vini dei Vignaioli Artigiani. E’ considerato da Panorama “il nuovo Veronelli”.
Il festival si è concluso con un altro evento speciale: alle 19 c’è stata la degustazione formativa, intitolata “I segreti di un filo d’olio” d’Olio EVO a cura di Daniele Paci, agronomo e scrittore. E’ intervenutala dott.ssa Barbara Alfei, Capo Panel AMAP. Ma anche tra gli espositori vi era da segnalare l’esperienza gustativa ed olfattiva , nonché informativa con Palmiro Ciccarelli, esperto assaggiatore di Oli d’Oliva, nonché sommelier AIS. che ha proposto profumi, sapori e segreti dell’olio in mini degustazioni da non perdere.
Più di 1000 visitatori hanno partecipato all’evento nelle varie declinazioni del festival e non solo locali, ma anche di altre regioni e persino stranieri. Il tutto è stato possibile grazie alla lungimiranza e all’esperienza dell’organizzazione di Luce e Sentieri, che ha tanti progetti e una sola missione:
attrarre, coinvolgere e conquistare il pubblico con eventi che emozionano e accendono il cuore.
Attraverso festival, mostre e installazioni, creano occasioni d’incontro tra persone, cultura e territorio. Perché il loro motto è che un evento è un viaggio condiviso.
E’ così è stata l’esperienza di questo Wine Festival delle Marche, che ha saputo coinvolgere pienamente con i cinque sensi coloro che si sono lasciati guidare nei percorsi enologici, ma anche in quelli storici, nonché enogastronomici e che ha lasciato un segno in coloro che vi hanno partecipato, tanto da aspettare la prossima edizione di Rosso di Sera con curiosità e attes
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