Oggi, giovedì 6 aprile , l’attore, showman e cantante alza il sipario sul teatro-canzone, accompagnato da quattro musicisti.
PADOVA – Un album da sfogliare, fatto di pensieri sparsi, annotazioni e rime lasciate in sospeso, pronte a farsi parole in musica. Giovedì 6 aprile, alle 20.30, al Teatro Verdi di Padova, debutta Coast to coast, lo spettacolo di Rocco Papaleo e Valter Lupo, impegnati rispettivamente sul palcoscenico e alla regia.
Attore, autore, regista, showman, ma anche cantante e musicista, Rocco Papaleo conduce il pubblico alla scoperta della sua grande passione per il teatro-canzone. Un genere particolare, che si muove tra racconti poetici e realistici, monologhi, canzoni e gag surreali, una tipologia di show che Papaleo porta in scena da oltre 25 anni strizzando un po’ l’occhio al maestro Gaber. E alla Basilicata, come il titolo del film che diresse nel 2010.
Ad accompagnare Papaleo, quattro straordinari musicisti: Arturo Valiante al pianoforte e tastiere, Guerino Rondolone, al basso e contrabbasso, Davide Savarese, ai tamburi, Fabrizio Guarino alle chitarre.
Lo spettacolo, prodotto da Less Is More Produzioni e Teatro Stabile di Bolzano, è inserito nella rassegna Altri percorsi del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Un cartellone con i nomi più amati dal grande pubblico capace di spaziare su temi e argomenti differenti, da Shakespeare al femminile, dall’arte figurativa a teatro alla comicità nelle sue più diverse varianti, dalle radici della commedia dell’arte alle proposte più surreali e irriverenti di oggi.
Coast to Coast allude al viaggio, all’impossibilità di fermarsi, al sapere di essere transitori, al comprendere che tutto è provvisorio. E induce quindi alla continua meraviglia. Il palcoscenico diventa così cornice per un esperimento riuscito, un recital che ha sempre lo stesso punto di partenza, ma una meta sempre nuova e una strada sempre diversa per raggiungerla. Reso unico dalla spiccata attitudine all’interazione e al gioco. Alla scoperta del vero senso della vita o del viaggio che tutti dovremmo fare, almeno finché è possibile guardare fuori dal finestrino.
Note di regia di Rocco Papaleo – Coast to Coast suggerisce l’idea di un viaggio, ma in effetti è un po’ vago. Non precisa se di piacere o di lavoro. Se di sola andata o prevede un ritorno. Non dice da dove a dove. Non indica un’andatura: lenta? veloce? risoluta? Vagabonda? Non definisce nulla, se non l’intenzione di uno spostamento. Agevole? Impegnativo? Sconsigliabile? Sicuro? Concreto? Metaforico? E poi, chi è a spostarsi? Una persona? Una comitiva? Un popolo? Ci sono confini da attraversare? Vocabolari da consultare? Diffidenze da superare? La verità è che nemmeno noi lo sappiamo di preciso. È solo un’idea di mettersi in movimento. Un desiderio di sentirsi stranieri, di ascoltare voci che non siano le nostre, anche a costo di non capirle. Un viaggio prevede soste, accampamenti e bivacchi, a patto che lascino tracce del nostro passaggio. Una pentola rimasta sul fuoco, l’eco di una canzone che ci ha tenuto compagnia, di un racconto che ci ha fatto sorridere o immalinconire… Cose che vengano buone per altri viaggiatori. E poi Coast to Coast vale anche per tragitti di altra natura. Da un malessere a un’allegria, da un malinteso a un accordo, da uno sgarbo a una gentilezza. Percorsi che non si misurano in chilometri, ma nella fatica necessaria per ricomporre il sentimento che ci separa dalle persone che non vogliamo perdere.
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