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#Robertotiaspettiamo, naturalmente a casa!

Roberto Maschietto deve interrompere per alcuni mesi il suo giro del mondo a causa della pandemia: appena possibile lascerà l’Australia e farà ritorno a casa, a Mogliano, dove lo attenderà l’ennesima quarantena.   Il viaggio attraverso il mondo in

Roberto Maschietto deve interrompere per alcuni mesi il suo giro del mondo a causa della pandemia: appena possibile lascerà l’Australia e farà ritorno a casa, a Mogliano, dove lo attenderà l’ennesima quarantena.

 

Il viaggio attraverso il mondo in solitaria, sul Land Rover Defender 110 soprannominato “Camietto” era iniziato il 14 aprile dello scorso anno da piazza Caduti.

 

“In questo momento non posso muovermi, né tanto meno continuare verso la meta naturale di quello che era il mio progetto, il sud America, zona categoricamente chiusa e che per ora comunque non garantisce misure e situazioni sufficienti a garantirmi la salute e una minima sicurezza…non potrei godere di quello che è la linfa della mia esperienza in tali condizioni” scriveva qualche giorno fa, in occasione del primo anniversario di viaggio.

 

“Qui sono in quarantena: ogni volta che passi un confine di regione devi fare 14 giorni di isolamento, non puoi nemmeno fare la spesa, la polizia vorrebbe  che quei pochi che non hanno casa come me prendessero un albergo e si facessero portare da mangiare per 2 settimane. Se invece stai tornando a casa in Australia e arrivi con l’aereo non puoi andare a casa, portano tutti i passeggeri dell’aereo in un albergo e ci stai 2 settimane piantonato.

A me hanno concesso di stare in un campo e degli amici di amici di qui (zona Perth ) si sono presi formalmente l’impegno di portarmi da mangiare. Ogni giorno passa la polizia a controllarmi”.

 

Trascorrere tutti quei giorni in un’auto, seppur ben attrezzata, fermo in un parcheggio, non deve esser stato facile per Roberto, abituato alla libertà degli spazi del mondo intero. Poi è arrivata la notizia che sarebbe dovuto rimanere lì fermo per 6 mesi e così la decisione di ritornare in Italia è apparsa la più adeguata.

 

“Mi sto organizzando per rientrare; qui le autorità lo consigliano ma sembra più un obbligo. Non ci si muove e anche l’ambasciatore preme perché io vada a casa. Devo parcheggiare l’auto in un container dentro la dogana, così risulta fuori dall’Australia ma potrò poi decidere  di mandarla da qualche altra parte, basta imbarcarla. Ora sto cercando i voli. Questa settimana alcune compagnie come Lufthansa, AirSingapore e Quantas hanno smesso di volare per l’Italia da Perth;  ora rimane solo Qatar Airways che ogni settimana riduce la grandezza degli aerei.  Se non mi sbrigo mi mandano a casa con un turboelica!”.

#RobertoTiAspettiamo.

 

Silvia Moscati

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