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Riapre il Centro Ittiogenico Sperimentale di Bardolino (VR) per la salvaguardia della fauna ittica e il ripopolamento del Lago di Garda

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Le vasche del Centro si ripopolano di avannotti, lavarelli, cavedani e altre specie ittiche autoctone, con un’attenzione particolare a quelle maggiormente minacciate o in rarefazione come l’alborella

Dopo un periodo di inattività, ha riaperto ufficialmente ieri, giovedì 15 dicembre, il Centro Ittiogenico Sperimentale di Bardolino (VR). La cerimonia di riapertura si è svolta alla Passeggiata Rivalunga di Bardolino, alla presenza del Presidente della Provincia di Verona Manuel Scalzotto, del Sindaco di Bardolino Lauro Sabaini, del Direttore di Veneto Agricoltura Nicola Dell’Acqua, di diverse Associazioni di pescatori sportivi del Lago di Garda e del Dirigente Giuseppe Cherubini.

Il Centro, realizzato negli anni ’50, faceva parte di una serie di strutture che fin dalla fine dell’Ottocento avevano la funzione di riprodurre pesci di acqua dolce per sostenere la pesca locale. Ora il Centro riprenderà le attività di studio e riproduzione delle principali specie ittiche autoctone del Lago di Garda e diventerà un punto di riferimento per la conoscenza della sua ecologia per la popolazione e i turisti che frequentano le sue rive.

Cristiano Corazzari, Assessore Regionale alla Pesca

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Marco Andreoli, Presidente della Terza Commissione del Consiglio Regionale del Veneto

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Segno esteriore di questa nuova vita del Centro è il posizionamento sulla parete esterna, lungo la Passeggiata frequentata in stagione da migliaia di turisti, di alcuni pannelli che spiegano le attività del Centro e illustrano i principali pesci del Lago.

Manuel Scalzotto, Presidente della Provincia di Verona

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Nelle oltre 100 vasche di diversa dimensione e funzione di cui è dotato il Centro verranno, infatti, allevate uova o avannotti di alcune specie di pesci del Lago di Garda, con un’attenzione particolare a quelle maggiormente minacciate o in rarefazione, come l’alborella.

L’acqua per l’impianto viene pompata direttamente dal Lago di Garda ad una profondità di circa 25 metri, al fine di garantire condizioni favorevoli per le varie specie. Il Centro può produrre diversi milioni di uova e avannotti di diverse specie. Si tratta di esemplari di piccole dimensioni che non superano taglie di pochi centimetri. Il materiale riprodotto viene utilizzato per il ripopolamento del lago.

Nicola Dell’Acqua, Direttore di Veneto Agricoltura

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