Nel restauro di Venezia nulla deve riconoscersi contemporaneo. Venezia è tutta Patrimonio dell’Unesco.
VENEZIA – “Il restauro deve fermarsi dove ha inizio l’ipotesi, da lì in poi il necessario lavoro di completamento dovrà essere chiaramente riconoscibile come contemporaneo”. Cita la “Carta di Venezia” l’assessore all’Urbanistica e Ambiente Massimiliano De Martin, nel suo intervento al seminario sull’archeologia e sui paesaggi contemporanei, questa mattina, a Palazzo Ducale.
Il documento redatto a Venezia 60 anni fa, infatti, detta i principi fondamentali e irrinunciabili per conseguire le migliori pratiche di restauro architettonico alla bellezza del capoluogo Veneto: “E le buone pratiche più il giusto approccio sono quanto mai necessari, oggi, per ripristinare o conservare il patrimonio, architettonico e ambientale, ma al contempo per conservare e tutelare la presenza delle persone, dei cittadini, sui nostri territori e centri storici”. Serve il compromesso ragionato, questa la vera sfida.
Il futuro di Venezia
Nel salone del Piovego architetti, Soprintendenza e Unesco hanno affrontato e discusso di normative, temi e problematiche che emergono proprio nei territori di Venezia e della gronda lagunare: nessuna capitale d’Europa vanta, e deve fare i conti, con un tale e amplio patrimonio Unesco: Venezia e la sua Laguna, con la buffer zone della terraferma, è tutta patrimonio Unesco. Bisogna trovare la soluzione per il futuro, che metta insieme tutela, conservazione e vita, per evitare l’abbandono dei nostri centri storici.
A questo link la galleria di foto di De Martin al seminario sull’archeologia e sui paesaggi contemporanei.
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