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Respinto il ricorso di Airbnb. Ava: “Ora non ci sono più scuse: Airbnb paghi le tasse”

Ricorso “inammissibile”: il Consiglio di Stato respinge la richiesta di Airbnb Ireland, la piattaforma online di affitti brevi. Claudio Scarpa (Ava): “Non ci sono più scuse. Airbnb paghi le tasse”.   Dopo il Tar, anche dal Consiglio

Ricorso “inammissibile”: il Consiglio di Stato respinge la richiesta di Airbnb Ireland, la piattaforma online di affitti brevi. Claudio Scarpa (Ava): “Non ci sono più scuse. Airbnb paghi le tasse”.

 

Dopo il Tar, anche dal Consiglio di Stato arriva un secco “no” ad Airbnb Ireland, che aveva chiesto lo stop ai provvedimenti in materia di tassazione per le locazioni brevi.

 

Il nuovo ricorso è stato dichiarato inammissibile dal Consiglio di Stato che lo ha quindi respinto. Una decisione accolta con soddisfazione dall’Associazione veneziana albergatori, che si è sempre battuta per una concorrenza alla pari nel campo dell’accoglienza turistica e per la massima trasparenza del mercato.

 

«Attendevamo questa sentenza da tempo – commenta il direttore di Ava, Claudio Scarpa -. Ora non ci sono più scuse: Airbnb paghi le tasse come tutti gli altri soggetti che operano in questo mercato. In Italia sia le società che i singoli cittadini sono obbligati a farlo, le stesse condizioni devono valere per le multinazionali».

 

Dalla piattaforma Airbnb, secondo i dati presentati in occasione del ricorso, nel 2017 gli host hanno avuto entrate per circa 621 milioni di euro. A mancare sarebbero quindi oltre 130 milioni di tasse versate. L’Agenzia delle entrate ora è chiamata a pretendere dagli host proprietari delle case gli arretrati delle tasse non pagate, con eventuali sanzioni per i ritardi.

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