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Renato Casaro e il suo “Horror” alla Collezione Salce di Treviso

1 minuti di lettura

Save the day, dal 16 maggio il Museo Nazionale Collezione Salce svelerà al pubblico una selezione di 56 opere legate alla produzione horror del maestro Renato Casaro

L’omaggio del Museo nazionale Collezione Salce di Treviso a Renato Casaro (1935-2025) si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo aver esplorato i mondi del Fantasy e della Science Fiction, l’allestimento nella sala dedicata al Maestro presso la sede di San Gaetano si rinnova dal 16 maggio 2026, svelando al pubblico la produzione legata al genere Horror.

La rassegna, curata in stretta collaborazione con la moglie Gabriella Casaro, conferma il ruolo del Museo come custode dell’eredità di un autore capace di tradurre in immagini la potenza del cinema internazionale. L’appuntamento per l’inaugurazione è sabato 16 maggio alle ore 12:00 (via Carlo Alberto 31, Treviso). La mostra sarà visitabile fino al 4 novembre 2026.

Il percorso espositivo mette in luce le celebri collaborazioni con i maestri della suspense, a partire dalle opere realizzate per Dario Argento: in particolare il bozzetto originale e il manifesto finale di Opera (1987), che sintetizza la tecnica pittorica di Casaro applicata al brivido, insieme ai materiali per Tenebre (1982).

Al centro della sala, una teca raccoglie 20 schizzi preparatori: una serie di varianti alternative che l’artista presentava ai registi e alle produzioni per giungere alla scelta del soggetto definitivo. Un approfondimento riguarda il bozzetto per il film L’assassinio allo specchio (Guy Hamilton, 1980): l’opera è esposta con un foglio trasparente sovrapposto all’originale su cui sono applicate le lettere ritagliate, testimonianza diretta del metodo di studio del lettering e dell’impaginazione.

La selezione (complessivamente 56 opere tra bozzetti originali, schizzi e locandine) comprende lavori per altri titoli cult quali: Blow Out (Brian De Palma 1981); A Nightmare – Dal profondo della notte (A Nightmare on Elm Street, Wes Craven 1984); Ragazzi perduti (The Lost Boys, Joel Schumacher 1987); Maniac Cop (William Lustig 1988); Amityville 4: La fuga del diavolo (Amityville 4: The Evil Escapes, Sandor Stern 1989), e altri ancora.

Attraverso schizzi preparatori, varianti e materiali d’archivio, il pubblico potrà scoprire come Casaro riuscisse a sintetizzare in un’unica immagine la suspense e il terrore, rendendo iconici i film che hanno segnato la storia del genere.

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Giornalista pubblicista, cura personalmente rubriche di arte e cinema.
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