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“Racconti Sospesi”: l’arte fotografica nei boschi della Val di Non

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Un altro appuntamento dedicato all’arte caratterizzerà l’estate della Val di Non, in Trentino e segue di poco l’apertura delle mostre inaugurate a Castel Belasi, recentemente riaperto al pubblico. Il contesto è molto diverso, ma come i castelli contraddistingue la valle: l’installazione artistica “Racconti Sospesi” ha trovato posto, infatti, in un bellissimo bosco e sarà accessibile gratuitamente fino al 5 settembre. La località da cercare per poterla visitare è Fontanelle di Malosco, nel comune di Borgo d’Anaunia, uno dei punti più verdi e incontaminati di questo angolo di Trentino.

In mostra i lavori del fotografo e documentarista Christian Tasso che in un mese di permanenza in Val di Non ha incontrato diversi suoi abitanti, scattando su pellicola una serie di intensi ritratti, in cui anche gli elementi naturali hanno quasi sempre un ruolo di primo piano: stampati in formato gigante sono stati appesi tra i fusti e i rami di conifere e altre piante, tracciando un percorso per immagini di grande impatto visivo. Sospese tra gli alberi che fanno da cornice e da supporto, le 15 opere materializzano una straordinaria armonia e sintonia con la natura circostante, e donano alla suggestiva atmosfera del bosco una spazialità duplicata.

Come in un gioco di specchi, i ritratti si inseriscono in uno spazio inusuale senza quasi soluzione continuità tra il verde delle stampe e quello degli alberi a cui sono appese, evocando una triangolazione molto forte tra il paesaggio boschivo, il territorio e le persone ritratte, accomunate da una relazione d’amore con la montagna. E, a proposito del contesto in cui hanno trovato posto le opere, ha sottolineato che: L’installazione è un atto simbolico, in molte situazioni non si capisce dove finisce il bosco e inizia la fotografia, che sembra fluttuare nell’aria in mezzo agli alberi, creando un effetto molto suggestivo che porta subito agli occhi dello spettatore il messaggio di fusione tra gli esseri umani e la natura”.

Elemento comune che caratterizza tutte le persone fotografate da Tasso, oltre al loro abitare in Val di Non, è, infatti, uno stile di vita incentrato su uno stretto contatto con la natura e lo spunto che l’installazione vuole offrire, anche grazie al senso di libertà trasmesso da uno spazio espositivo aperto e senza confini, è proprio quello di far riflettere sull’importanza di preservare il legame con la natura, ma anche con il territorio in cui si vive.

Il fotografo, noto proprio per la sensibilità ai temi del sociale, per la sua ricerca è partito proprio da questi legami e ha passato molto tempo con contadini, uomini e donne di montagna e giovani pastori della Val di Non, dove, di recente si è creato il fenomeno del “ritorno”: sono molte le persone che dopo aver vissuto lontano dalla valle, con esperienze di studio e lavoro in grandi città italiane e straniere, sono tornate indietro per riattivare un’interazione profonda con il territorio, in molti casi,  connotata anche da recupero di attività connesse alla tradizione.

L’autore

Christian Tasso, nato a Macerata nel 1986, vive e lavora tra l’Italia e la Svizzera (Ginevra) dove sviluppa progetti su temi legati alla comunità, i costumi e i rituali, la ricerca dell’identità attraverso e con gli altri, l’interazione con la natura e il rapporto tra memoria e territorio. I suoi lavori sono stati esposti in tutto il mondo, nell’ambito di mostre personali e collettive, ospitate da gallerie d’arte private e prestigiosi contesti pubblici come, solo per menzionarne alcuni, le Nazioni Unite a New York; il Musee des Beaux Arts Tournei in Belgio,il Festival della Letteratura di Mantova, il Palais des Nations di Ginevra e l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

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