Nell’agosto del 1997, Clara e Irène per la prima volta si incontrano durante una gita organizzata proprio dall’ospedale che le ha in cura. Diverse tra di loro che di più non si potrebbe, ma con i loro 17 anni e una malattia forse sconfitta e che incombe sempre decidono di scappare insieme in un isola lontana
Il plot narrativo dell’ultima opera di Carlo Sironi, al suo secondo film, sembra ammiccare al cinema adolescenziale, di formazione, ma si comprende subito che tutto quello che gira intorno alle due brave protagoniste Noée Abita e Camilla Brandeburg non è la solita storia estiva ma un qualcosa che vira oltre.
Oltre l’amicizia e la malattia, la macchina da presa di Sironi che si avvale della sapiente fotografia di Cercely Pohamok. ci porta l’emozione i gesti e il respiro profondo della vita e della giovinezza. Quell’età giovane che, reclama spazio e spensieratezza, con l’intento di rendere la pariglia alle sofferenze avute sin d’ora.
E allora il mare, i colori e l’estate fanno da sfondo ad un teen movie che si muove tra dolore e inquietudine, regalandoci una ballad malinconica, ma intrisa di estate, isola, vita, bagni e amici.
I 34 anni in due sono veramente pochi e la vacanza siciliana lontano da tutti, famiglia compresa, rende infine la pellicola, adornata da un eleganza innata, capace di emozionare in superficie ma anche di scavare con leggiadria nel profondo delle esistenze rincorrendo altro, tutto quello che sino ad oggi è stato negato, implacabilmente. Smarcandosi da quella caducità iniziale per farsi largo inevitabilmente. Tra fuga e realtà.
Intravisti per voi di Mauro Lama
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