Alle World Relays di Guangzhou ben quattro staffette azzurre su cinque si qualificano al Mondiale di atletica di Tokyo
GUANGZHOU (CINA) – A un passo dall’en-plein. L’Italia esce dalle World Relays di Guangzhou (Cina) con quattro staffette su cinque qualificate per i prossimi Mondiali di atletica che si terranno a Tokyo dal 13 al 21 settembre. Sabato si era già qualificata la 4×100 maschile composta da 3 su 4 degli ori olimpici a Tokyo 2020 con Eseosa Desalu, Lorenzo Patta, Filippo Tortu e Matteo Melluzzo al posto di Marcell Jacobs. Per loro un 38.16 che vale l’accesso diretto anche alla finale.
Qualificazione diretta già sabato anche per la 4×400 donne composta da Ilaria Accame, Anna Polinari, Alessandra Bonora e Alice Mangione che chiude in 3:27.03, quinto crono di qualificazione.
Nelle finali di ieri staccano il prezioso pass anche la 4×100 donne composta da Vittoria Fontana, Dalia Kaddari, Irene Siragusa e Alessia Pavese, e la 4×400 mista che vede schierati i big di genere Edoardo Scotti, Vladimir Aceti e Alice Mangione con Virginia Troiani. La scelta penalizza la 4×400 maschile che senza i suoi uomini migliori corre comunque lo stesso tempo della batteria, risultato che però non basta per il viaggio in Oriente di settembre. Ci sono però ancora flebili speranze di qualificazione piazzandosi tra le prime due nel ranking stagionale al netto delle qualificate.
Si comportano bene le staffette qualificate in finale conquistando tre quinti posti nella 4×100 uomini, nella 4×400 donne, e nella 4×100 mista. Quest’ultima completamente rivoluzionata per permettere a tutti gli atleti presenti di correre almeno una volta. Chiara Melon, Gaya Bertello, Roberto Rigali e Stephen Awuah Baffur chiudono in 41.25, sancendo così il miglior tempo italiano di questa neonata disciplina.
Un ottimo risultato per l’Italia anche nella classifica per Nazioni con solo quattro Stati che riescono nell’impresa di centrare tutte le qualificazioni ai Mondiali: Belgio, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti. A quattro, oltre agli Azzurri, Canada, Cina, Germania e Polonia.
Photo Credits: Grana/Fidal
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