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Quando gli occhi non bastano

Per sfuggire ad una truffa, o sventare dei tentativi di furto, non bastano i famosi “oci” nè le normali precauzioni, occorre anche una buona dose di calma e autocontrollo. E una rete di vicinato solidare e sempre attiva

Mogliano Veneto (TV) – Si è svolto ieri pomeriggio presso l’Auditorium Venturini (ex centro sociale) l’incontro pubblico sulla sicurezza, controllo di vicinato e truffe, “Possiamo aiutarvi”. L’appuntamento è stato introdotto dal Sindaco Davide Bortolato che ha sottolineato quanto sia stato fatto dall’Amministrazione per la sicurezza in città, in particolar modo attraverso la video sorveglianza.

Truffe 4.0

Particolare interesse ha suscitato il racconto del Comandante della Polizia Locale Stefano Forte, riguardante la cronaca di alcune truffe di ultima generazione, moderne e sofisticate, che sfruttano la tecnologia, l’ingegneria sociale avanzata e la manipolazione psicologica profonda.

Le telefonate, innanzi tutto, fatte dai truffatori sui telefoni fissi mentre il cellulare della possibile vittima viene “sconnesso”, hanno provocato nel pubblico anche una certa preoccupazione. In questi casi infatti l’età della vittima poco conta, tutti potrebbero cadere in trappola.

Come diventare cyber-resiliente

Il cyber resiliente è chi è informato sui rischi digitali e ha sviluppato un’immunità pratica capace di resistere e reagire agli attacchi senza farsi manipolare. Facile a dirsi ma come fare?

Il Firewall Umano (Human Firewall) è una splendida metafora usata spesso dagli esperti di sicurezza aziendale. Indica che la persona stessa è lo scudo di sicurezza definitivo, contro cui si infrange qualsiasi tentativo di manipolazione.

Il “metodo mentale” delle persone non manipolabili non si basa su nozioni informatiche complesse, ma su una vera e propria postura psicologica e su alcune regole mentali che scattano in automatico quando interagiscono con il mondo esterno.

Ovvero: fiducia zero, anche se appare il numero della mia banca, quello dei Carabinieri o di un ospedale, NON CI CREDO, devo prima verificare.

noltre, la persona cyber-resiliente ha addestrato un riflesso incondizionato: più la situazione sembra urgente o drammatica, più si ferma. Se sente l’ansia salire, riconosce che l’ansia è l’arma del truffatore e stacca subito la spina della conversazione. Le truffe 4.0 funzionano accendendo il cervello emotivo (paura, panico, senso di urgenza) per spegnere il cervello razionale.

I truffatori dicono cose come:“Ci sono bonifici sospetti in corso dal suo conto, dobbiamo bloccarli ADESSO!” “Suo figlio è stato fermato, serve subito una cauzione/trasferimento!”

“Ci sono bonifici sospetti in corso dal suo conto, dobbiamo bloccarli ADESSO!” “Suo figlio è stato fermato, serve subito una cauzione/trasferimento! La sua auto è stata vista nei pressi di una rapina, dobbiamo controllare, si rechi a questo indirizzo immediatamente……“

Chi è non manipolabile sa benissimo che nessun ente autorevole chiederà mai di spostare soldi su un “conto di sicurezza” temporaneo. Nessuna forza dell’ordine chiederà MAI soldi, gioielli o bonifici per risolvere un problema legale o un arresto. Nessun operatore chiederà MAI di leggere codici OTP, password o di installare app di controllo remoto (come AnyDesk o TeamViewer) sul telefono.

Sintetizzando: pressione emotiva con fretta e chiamata telefonica = truffa. Quando queste due cose si presentano insieme, la persona attua la reazione più forte di tutte: riagganciare senza farsi problemi di educazione.

Controllo di vicinato

Il vicino è sempre stato un possibile alleato in caso di nostra assenza da casa, di rumori sospetti, di “occhi vigili” intorno a noi. Negli ultimi decenni si era persa un pò questa sana solidarietà per lasciar spazio agli “affari tuoi”. Così è stato necessario porre in atto un vero e proprio protocollo siglato dalle parti, come ha ampiamente descitto il vice comandante di Polizia Locale Valeria Vecchiato.

Il “controllo di vicinato” rappresenta un importante modello di supporto all’attività di vigilanza del territorio da parte delle Forze di Polizia statali e locali. É basato su un progetto di auto-organizzazione e partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata zona, per coadiuvare il lavoro di prevenzione della criminalità portato avanti dalle Forze di Polizia.

Oltre che prevedere la segnalazione da parte dei cittadini di situazioni concernenti possibili reati perpetrati o in corso, contribuisce a monitorare la situazione di degrado urbano nella zona controllata, consentendo alle Amministrazioni Comunali la pianificazione di interventi atti a limitare o prevenire situazioni di pericolo.

Tutto questo si attua attraverso un’iscrizione formale e con il conseguente inserimento in una chat whatsapp dove confluiscono le informazioni e le domande dei singoli cittadini iscritti. Alcuni coordinatori poi hanno il compito di segnalare e rispondere.

Si può aderire al progetto “Controllo del vicinato” compilando il modulo e inviandolo a polizialocale@comunemoglianoveneto.it.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa si rimanda al protocollo d’intesa sottoscritto con la Prefettura di Treviso e al progetto allegato, entrambi presenti nel sito: https://www.comune.moglianoveneto.tv.it/home/dettaglio/servizi/controllo-di-vicinato.

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