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Qualità dell’aria e delle acque in tempi di Coronavirus

La chiusura di molte attività economiche, imposte per combattere il diffondersi del Coronavirus, ha influito positivamente sulla qualità dell’aria nella Pianura Padana.

La chiusura di molte attività economiche, imposte per combattere il diffondersi del Coronavirus, ha influito positivamente sulla qualità dell’aria nella Pianura Padana.

 

Il Programma Copernicus in collaborazione con ARPAV rivela che nella Pianura Padana le emissioni di NO2 ( ossido di azoto) sono notevolmente diminuite.

 

Si è stimata una diminuzione di NO2 del 50% in concomitanza con la riduzione delle attività produttive e del traffico veicolare.

 

Per quanto riguarda invece la situazione delle polveri sottili (PM10 e PM2,5), afferma ARPAV, non è possibile fare un calcolo sull’impatto avuto dalle disposizione restrittive imposte, perché essa dipende dalle condizioni atmosferiche nella Pianura Padana.

 

Si fa rilevare che questo tipo di inquinamento dipende principalmente dal riscaldamento domestico e non dal traffico veicolare.

 

Su questo tipo di inquinamento per poter fare un confronto tra questo ultimo mese e lo stesso periodo dell’anno scorso, si deve tener conto anche della meteorologia che varia di giorno in giorno. In questo mese di marzo si sono avuti forti venti che in parte hanno pulito l’atmosfera.

 

Altra nota positiva conseguente alle restrizioni imposte per combattere il diffondersi del Coronavirus, è la limpidezza raggiunta dalle acque della Laguna Veneta.

 

A Venezia nei canali si scorge tranquillamente il fondo, l’acqua non è più torbida e si possono vedere i pesci nuotare, mentre al largo di Pellestrina sono apparsi i delfini.

 

Fonte: QualEnergia.it

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