Approvato il Programma operativo annuale 2026: previsti corsi specialistici sulla ricerca delle persone scomparse e sulla sicurezza idraulica. Venturini: «Preparazione e competenze fanno la differenza»
VENEZIA – Potenziare la preparazione dei volontari impegnati nella Protezione Civile del Veneto, offrendo loro competenze specialistiche per affrontare in sicurezza le diverse situazioni di emergenza. È l’obiettivo del Programma operativo annuale 2026, approvato dalla Giunta regionale e realizzato insieme alla Direzione interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e del Trentino-Alto Adige.
L’iniziativa rientra nella Convenzione-quadro sottoscritta nel 2023 e interesserà ambiti come la ricerca delle persone scomparse, l’orientamento e le attività operative sul territorio, gli interventi in caso di allagamenti e rischio idraulico e l’utilizzo di attrezzature specialistiche, tra cui motopompe e idrovore.
«I nostri volontari sono una componente fondamentale del sistema di Protezione Civile del Veneto e lo dimostrano ogni volta che sono chiamati a intervenire sul territorio – dichiara l’assessore regionale alla Protezione Civile Elisa Venturini –. Ma disponibilità, generosità ed esperienza devono essere accompagnate da una formazione sempre più qualificata. Per questo continuiamo a investire sulle competenze, mettendo a disposizione dei volontari anche la professionalità e l’esperienza dei Vigili del Fuoco».
Il programma formativo è stato definito partendo dalle esigenze operative individuate dalla Direzione regionale della Protezione Civile, integrate con le indicazioni delle organizzazioni di volontariato raccolte attraverso le Province e con la disponibilità del personale formatore dei Vigili del Fuoco.
Due percorsi specialistici nel 2026
Sono due i percorsi formativi individuati per il 2026. Il primo prevede quattro edizioni del corso “Topografia applicata al soccorso – Organizzazione dell’emergenza”, ciascuna della durata di 12 ore.
Durante le lezioni, i volontari saranno formati sull’utilizzo degli strumenti e delle tecniche necessarie per la ricerca delle persone scomparse, sull’organizzazione degli interventi e sulle procedure da seguire per operare in condizioni di sicurezza.
Il secondo percorso sarà dedicato alla “Sicurezza idraulica” e comprenderà due edizioni della durata di otto ore ciascuna. I partecipanti approfondiranno le tecniche di contenimento e prosciugamento e l’utilizzo delle principali attrezzature specialistiche, tra cui motopompe e idrovore, fondamentali durante gli interventi per allagamenti ed emergenze connesse al rischio idraulico.
Le classi saranno composte indicativamente da 20 a 40 volontari. Le attività verranno organizzate dai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco e si svolgeranno prevalentemente durante i fine settimana e in orario serale, così da favorire la più ampia partecipazione possibile.
«Abbiamo voluto una formazione molto concreta, costruita sulle situazioni che i volontari possono realmente trovarsi ad affrontare – sottolinea Venturini –. Pensiamo alla ricerca di una persona scomparsa oppure agli interventi durante un’alluvione o un forte evento meteorologico: in quei momenti bisogna sapere esattamente cosa fare, come utilizzare le attrezzature e soprattutto come intervenire in sicurezza. La formazione serve a proteggere i cittadini, ma anche gli stessi volontari che operano nell’emergenza».
«Il Veneto può contare su una straordinaria rete di persone che scelgono di dedicare gratuitamente tempo ed energie alla propria comunità – conclude l’assessore –. Il nostro compito è metterle nelle condizioni di farlo nel modo migliore possibile. La collaborazione con i Vigili del Fuoco ci consente di trasferire competenze altamente specialistiche ai nostri volontari e di costruire un sistema di Protezione Civile sempre più preparato, coordinato ed efficace».
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