L’assessore regionale all’Istruzione rivendica l’impegno del Veneto per il diritto allo studio: garantite tutte le borse agli aventi diritto per il 2026-2027. In programma anche nuovi posti letto universitari e un progetto di biglietto unico per i giovani
VENEZIA – «Il diritto di manifestare, protestare ed esprimere il proprio dissenso è un principio fondamentale della nostra democrazia e deve essere sempre tutelato. Ma esiste un confine invalicabile tra la legittima protesta e la violenza». L’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, Valeria Mantovan, interviene sulle mobilitazioni studentesche che hanno interessato diverse città italiane, compreso il Veneto, richiamando la necessità di distinguere le rivendicazioni legittime da comportamenti violenti e possibili strumentalizzazioni politiche.
«Quando si arriva a inneggiare alla violenza, a evocare l’utilizzo di armi da fuoco o ad auspicare assalti ai negozi, come sarebbe emerso da alcune chat riconducibili agli ambienti delle mobilitazioni, non siamo più di fronte a una protesta studentesca, ma a comportamenti di natura delinquenziale», afferma Mantovan, sottolineando che simili episodi rischiano di danneggiare l’immagine degli studenti e di delegittimare le loro istanze.
L’assessore riconosce, tuttavia, le difficoltà economiche che molte famiglie devono affrontare per sostenere il percorso formativo dei propri figli. «Conosco bene le difficoltà che tanti giovani incontrano nel proprio percorso formativo, anche per esperienza personale. Durante l’università ero una studentessa pendolare e ho dovuto svolgere due lavori per potermi pagare gli studi. So quindi cosa significhi affrontare sacrifici economici e personali per costruirsi un futuro».
Da qui la centralità del diritto allo studio nell’azione regionale, con interventi che riguardano trasporti, borse universitarie e disponibilità di alloggi a prezzi accessibili.
Borse di studio, garantita la copertura per il 2026-2027
Per il prossimo anno accademico 2026-2027, la Regione Veneto, insieme al Governo, ai fondi europei e alle università, garantirà la copertura di tutte le borse di studio per gli studenti aventi diritto. Il valore complessivo delle risorse destinate a questo obiettivo è di circa 100 milioni di euro.
Un impegno che si affianca al lavoro sulla mobilità, avviato su impulso del presidente della Regione Alberto Stefani, per arrivare a un sistema di biglietto unico. L’obiettivo è semplificare gli spostamenti degli studenti e rendere più accessibili i collegamenti tra territori, istituti scolastici e sedi universitarie.
«Siamo consapevoli che vi siano ancora criticità e che il costo degli studi, degli alloggi e dei trasporti rappresenti un problema reale per molte famiglie», riconosce Mantovan. «Stiamo lavorando con determinazione e continueremo a intervenire, nei limiti delle nostre competenze e delle risorse disponibili, confrontandoci con chi porta proposte serie e costruttive».
Residenze universitarie, in arrivo 985 nuovi posti letto
Un altro capitolo centrale riguarda l’offerta abitativa per gli studenti fuori sede, con particolare attenzione a chi, pur essendo meritevole, non dispone di mezzi economici sufficienti per sostenere i costi di un alloggio.
Attualmente gli ESU del Veneto gestiscono complessivamente 3.855 posti letto: 2.102 a Padova, 853 a Venezia e 900 a Verona. A questi si aggiungeranno 985 posti programmati, portando la disponibilità complessiva a 4.840.
Gli interventi previsti interesseranno soprattutto Padova e Venezia. Nel capoluogo euganeo sono programmati 257 nuovi posti entro il 2028, mentre a Venezia ne sono previsti 728 entro il 2029.
La Regione sta inoltre valutando ulteriori possibilità per ampliare l’offerta abitativa nel territorio veneziano, attraverso il recupero e la destinazione alla residenzialità studentesca di un immobile appartenente al patrimonio dell’ULSS 3 Serenissima. Su questa ipotesi, riferisce l’assessore, è già stata presentata un’informativa alla Giunta regionale.
A sostegno del sistema universitario, la Regione destina inoltre ogni anno almeno 10 milioni di euro al funzionamento degli ESU, gli enti che garantiscono servizi abitativi, ristorazione e assistenza agli studenti meritevoli privi di adeguate risorse economiche.
«Sono investimenti che hanno una finalità precisa: fare in modo che le condizioni economiche di partenza non compromettano le opportunità formative dei nostri giovani», sottolinea Mantovan.
«Gli studenti non devono diventare strumenti di altri»
Nel suo intervento, l’assessore affronta anche il tema delle possibili interferenze politiche nelle mobilitazioni. Mantovan ritiene grave che le difficoltà degli studenti possano diventare terreno di scontro ideologico e richiama le notizie relative al presunto sostegno economico che un’organizzazione sindacale, da lei definita di chiaro orientamento politico, avrebbe assicurato ad alcune iniziative studentesche.
Si tratta di circostanze sulle quali, secondo l’assessore, è necessario fare chiarezza, distinguendo il legittimo sostegno sindacale da eventuali tentativi di condizionamento politico.
«Gli studenti devono poter manifestare liberamente le proprie istanze, senza diventare strumenti nelle mani di altri», afferma Mantovan, ribadendo la necessità di garantire la libertà di espressione senza tollerare episodi di violenza.
La conclusione è affidata al richiamo alla responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche. «Le risorse investite dalla Regione non sono soldi della politica, né di chi temporaneamente amministra le istituzioni. Sono i soldi di tutti i veneti. Risorse pubbliche che abbiamo il dovere di gestire con responsabilità, equilibrio e attenzione, trasformandole in opportunità concrete per le nuove generazioni».
E conclude: «Ascoltare le ragioni di una protesta non significa tollerare la violenza, così come difendere il diritto allo studio non significa accettarne qualsiasi strumentalizzazione».
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