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Progetto Stella Polare: una guida per una vita adolescenziale migliore

2 minuti di lettura

Si è conclusa l’edizione pilota del progetto “Stella Polare”, un ciclo d’incontri dedicati alle scuole superiori con la finalità di sensibilizzare i giovanissimi sul tema della violenza e delle discriminazioni di genere.

Il progetto ha coinvolto varie realtà attive nel territorio trevigiano, ciascuna delle quali ha portato nelle classi la propria esperienza: lo Sportello Donna e il Centro Anti Violenza di Montebelluna “Stella Antares” hanno fornito a studentesse e studenti gli strumenti per riconoscere e reagire alla violenza di genere, mentre il nodo trevigiano del movimento Non Una di Meno ha parlato dell’educazione al consenso, ovvero il rispetto dello spazio fisico e del benessere psicologico nostro e di chi ci circonda; infine Cambiamento Maschile, lo sportello del Comune di Montebelluna rivolto agli autori di violenza, ha affrontato il tema dell’identità maschile per aiutare i responsabili di violenza di genere, a cambiare.

Le lezioni,  in parte teoriche con vari momenti laboratoriali, hanno incoraggiato gli studenti a mettere a frutto le competenze apprese durante l’anno scolastico ed il loro pensiero personale sulla violenza di genere.

Alla fine del ciclo d’incontri, è stato diffuso un questionario anonimo grazie al quale gli studenti hanno potuto condividere i propri pensieri sul tema della violenza, nonché suggerire miglioramenti per le future edizioni ed esprimere la propria opinione sul progetto, che è stata molto positiva.

Gli incontri, promossi e organizzati dalle professoresse Veronica Fabbro e Vincenza Cadili, hanno avuto luogo durante le ore di educazione civica, delle classi aderenti, all’iniziativa degli istituti IIS Scarpa e ITS Einaudi di Montebelluna (Treviso).

Il prossimo settembre, il progetto verrà proposto anche in alcune scuole secondarie di secondo grado.

La finalità di questo progetto è sensibilizzare su temi delicati, che coinvolgono i ragazzi anche direttamente, e creare un possibile collegamento tra loro e le istituzioni scolastiche e le associazioni comunali, con una rete di conoscenza e supporto efficiente. L’aiuto sarà sia teorico che pratico e cercherà di migliorare la qualità della vita adolescenziale.

Le professoresse Veronica Fabbro e Vincenza Cadili sono le prime in Italia ad aver introdotto ‘Stella Polare’, che mira ad essere un punto di riferimento annuale per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, di spiegazione e conoscenza di realtà come ad esempio i centri antiviolenza, il rispetto al consenso del genere femminile, il progetto ‘Cambiamento maschile’, l’educazione affettiva e sessuale.

“Con la collaborazione del Centro Antiviolenza ‘Stella Antares’ di Montebelluna, degli operatori del progetto ‘Cambiamento maschile’, sempre di Montebelluna, dell’associazione no profit contro la violenza di genere ‘Non Una Di Meno’ di Treviso – spiega la professoressa Veronica fabbro – si è pensato di creare una rete di interventi atti a far conoscere, attraverso lezioni singole e laboratori, agli alunni il supporto e i vari collegamenti e particolarità che presentano le associazioni e le loro varie iniziative all’interno del territorio trevigiano ma non solo, anche a livello nazionale. Il tutto anche per aiutare in modo efficace e, nel caso di bisogno, anche a livello pratico, ragazzi che spesso non conoscono gli interventi del posto in cui vivono o nei limitrofi, e che spesso anche hanno bisogno di riferirsi a figure adulte anche solo per chiarirsi dubbi o anche per chiedere supporto. Si pensi ad esempio a una vittima di revenge porn, o di stalking, che si trova sola, senza sapere a chi rivolgersi”.

Le lezioni vertono sui temi dell’Educazione al consenso, con un’attenzione particolare al rispetto del genere femminile, della conoscenza di un centro antiviolenza, di uno sportello donna e delle sue attività, Cyberbullismo e odio di genere, Educazione sessuale, Lezione contro omolesbotransfobia e diritti delle donne migranti e la loro integrazione.

“I nostri ragazzi sono i futuri adulti di un domani non troppo lontano e presentano in molti casi una mentalità molto più aperta della generazione precedente; aiutiamo questi ragazzi a crescere, in questi anni particolari, e a diventare grandi in modo efficace, o, almeno, aiutiamoli a crescere. Perché è la cosa più difficile” conclude la prof. Veronica Fabbro.

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