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Progetto di educazione cinofila al carcere minorile di Santa Bona

Oggi, giovedì 4 luglio prenderanno il via le lezioni pratiche del sesto progetto di educazione cinofila.

Con il Contributo del Comune di Treviso e di Volontarinsieme CSV Treviso e il CSV di Padova (progetto Wake up – a scuola di legame sociale), dopo le due lezioni teoriche di giugno, oggi, giovedì 4 luglio prenderanno il via le lezioni pratiche del sesto progetto di educazione cinofila che vede coinvolti l’Istituto Penale per i Minorenni di Treviso insieme al canile sanitario dell’ULSS 2 di Treviso, il Rifugio ENPA di Ponzano e Obiettivo cane.

 

Il tema della riabilitazione costituisce uno dei più grandi obiettivi sul quale si fonda “il mondo del sociale”. Che si parli di persone disabili mentali e/o fisiche, di anziani, di malati, o persone private della libertà personale, ci si trova ad affrontare il concetto di “qualità della vita”. È un dovere etico, morale della società garantire una vita dignitosa, rispettabile ma soprattutto integrata nella realtà dinamica nella quale tutti noi siamo immersi quotidianamente. A maggior ragione la responsabilità che questo avvenga, grava sulle spalle di chi è a capo degli Istituti o strutture che li ospitano.

 

Il progetto

Sull’esperienza dei precedenti, gli obiettivi da tutti condivisi in quest’ultimo progetto sono di educare alcuni cani abbandonati “ospiti” del Rifugio ENPA di Ponzano e dare la possibilità concreta ai ragazzi detenuti, attraverso un approfondimento delle tecniche di addestramento, di trovare un eventuale sbocco lavorativo una volta dimessi dalla struttura penale. Educare i cani abbandonati può essere da un lato, un metodo per favorirne l’adozione da parte di famiglie, abbassando così il tasso di detenzione degli animali nei canili, dall’altro, un rinforzo nei ragazzi di qualità educative quali ad esempio la pazienza, la tolleranza, l’accettazione delle frustrazioni, l’autocontrollo e la verifica dei propri limiti, che spesso uno stato di detenzione, non favorisce.

Le basi di questo progetto sono costituite dalla fusione tra i partner esterni ed educatori dell’Istituto in un unico team di esperti nelle varie discipline che hanno sviluppato percorsi educativi/formativi unici nella loro specificità.

 

È un progetto complesso che prevede una formazione permanente (sono stati trattati temi relativi all’aspetto sanitario, giuridico, la psicologia del cane e ai suoi schemi comunicativi, le sue emozioni, alla sue educazione e al suo corretto inserimento in famiglia) rivolta a tutti i ragazzi e un’attività specifica indirizzata solo a quattro di loro. Per la prima volta, da quando il progetto è stato realizzato (ricordiamo che questa è la sesta edizione), grazie a Volontarinsieme – CSV Treviso è stato possibile coinvolgere alcuni studenti delle scuole superiori di Treviso che realizzeranno l’intero progetto insieme ai loro pari detenuti.

 

Obiettivo cane

Il progetto con due appuntamenti settimanali, il martedì e giovedì, terminerà a settembre. L’istruttrice cinofila Tiziana Da Re de “OBIETTIVO CANE”, in collaborazione con un medico veterinario comportamentalista si occuperà di gestire la parte cinofila del progetto.

 

I ragazzi potranno scegliere di quali cani occuparsi conoscendone la storia e le vicissitudini. Attraverso le tappe del percorso, ogni cane apprenderà le regole comportamentali di base che gli consentiranno di essere più facilmente gestibile e adottabile in ambito familiare. Durante le lezioni i ragazzi, sotto la guida degli istruttori, impareranno a mettere a proprio agio ogni cane nel rispetto delle sue peculiarità e a condurlo nell’apprendimento.

 

Ogni evoluzione sarà attentamente monitorata e discussa nel team degli esperti e i ragazzi saranno coinvolti in ogni fase del progetto affinché sia un esperienza formativa per ciascuno di loro.
I ragazzi che frequenteranno il percorso formativo hanno un’età compresa tra i 14 e 25 anni e sono stati scelti dall’area pedagogica e sanitaria dell’Istituto in relazione sia alla situazione giuridica, sia a fattori personali/caratteriali ma, soprattutto, al desiderio e alla volontà espressi dai ragazzi stessi.

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