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Progetto “DECK”, per il recupero dei giovani “difficili”

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È sempre più operativo in tutta la Liguria il progetto “DECK”, un percorso di cura e riabilitazione per giovani che manifestano comportamenti antisociali e sono autori di reato, un fenomeno che crea un crescente allarme sociale e che richiede un approccio di contrasto innovativo ed efficace.

51 giovani difficili, da Ventimiglia a Sarzana, che manifestano comportamenti antisociali o sono autori di reato, hanno iniziato negli scorsi mesi un percorso di riabilitazione con modalità innovative e fortemente inclusive, nei prossimi due anni saranno 500. Si tratta di giovani dai 14 ai 21 anni con problematiche di violenza, bullismo e microcriminalità.

Con il loro coinvolgimento diventa sempre più operativo in Liguria il Progetto “DECK- Verso la dote di protezione”, nato per affrontare con una metodologia e strumenti nuovi, e ci si augura più efficaci, un fenomeno che sta generando un crescente allarme sociale, una sfida che le istituzioni e tutta la comunità educante, dalla scuola ai servizi formativi e sociali alle stesse famiglie, non possono permettersi di perdere. Il progetto è stato selezionato dalla Impresa Sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo nazionale per il contrasto della povertà educativa minorile. (*)

I primi 51 giovani inseriti nel percorso rieducativo (16 a Genova, 10 nel Tigullio, 21 alla Spezia e 4 a Savona e Imperia) sono state segnalati dagli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) e dai Centri di Giustizia Minorile (GCM) del Ministero della Giustizia, e dai servizi sociali territoriali (ATS), 33 con reati penali alle spalle e 17 con gravi problematiche sociali. Sono stati anche attivati una decina gli interventi di supporto genitoriale presso le famiglie, soprattutto a Genova e Tigullio. 

Molti ragazzi cedono alla devianza perché pensano sia l’unica carta disponibile nel loro mazzo (“Deck” in inglese). Fallimenti scolastici, problemi familiari, contesto fragile condizionano negativamente la loro prospettiva di autorealizzazione. Il progetto DECK attraverso l’azione di équipe multiprofessionali (educatori professionali, pedagogisti, criminologi, operatori dei servizi sociosanitari e della giustizia) “mette in gioco altre carte” (sono sette in tutto, ciascuna con un diverso stimolo comportamentale) utilizzando il linguaggio coinvolgente dei giochi di ruolo e attivando in questo modo nuove risorse per la crescita nei giovani coinvolti.

“A valle di una pandemia che ha picchiato duro soprattutto sui giovani e ne ha amplificato il disagio, il Progetto Deck con le sue carte assume un significato fondamentale perché consente la realizzazione di attività specifiche e mirate rispetto alla singola area di intervento riparativo e/o di integrazione, pur preservando una visione d’insieme dell’utente, della sua famiglia e del contesto nel quale è inserito “dice Giovanni Lizzio del CEIS Genova – Coordinatore regionale del Progetto DECK.

Al progetto, finanziato dalla Fondazione Con i Bambini, partecipano 19 organizzazioni liguri impegnate da tempo in interventi di sostegno a persone sottoposte a provvedimenti giudiziari all’interno del primo Patto di Sussidiarietà stipulato in ambito penale.

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