Riceviamo e pubblichiamo un articolo a firma della presidente di “Veneto Vivo”, Simonetta Rubinato, che porta alla luce le proprie riflessioni in merito alla TAV e alle priorità del nostro Paese
Sulla TAV non possiamo permetterci l’ennesima discussione puramente ideologica tra chi è pregiudizialmente a favore o contro, come quella in atto nel Governo tra i due viceministri Salvini e Di Maio. Il ministro Toninelli renda perciò pubblica quanto prima l’analisi costi-benefici, già depositata dai tecnici, perché la decisione di costruire o meno linee ad alta velocità deve essere assunta dalla politica in modo trasparente e responsabile verso i contribuenti, atteso che investire decine di miliardi di euro su questo fronte significa giocoforza, considerati i vincoli derivanti dal debito pubblico, sottrarli nei prossimi anni ad altri programmi, come ad esempio alla sanità, alla scuola, al welfare. Per cui va dimostrato che l’alta velocità è una priorità per i bisogni di mobilità di persone e merci dell’Italia.
La stessa Corte dei Conti Europea in una relazione specifica sulla TAV ha avvertito che “la qualità della valutazione dei bisogni reali degli Stati membri è scarsa e la soluzione alternativa, che consisterebbe nel potenziare le linee convenzionali esistenti, spesso non è stata debitamente considerata, sebbene i risparmi conseguiti ricorrendo a tale opzione possano essere significativi. La decisione di costruire linee ad alta velocità si basa spesso su considerazioni politiche ed è raro che ci si avvalga di analisi costi-benefici per approdare a decisioni efficienti in termini di costi”. Nel Rapporto la Corte argomenta, tra le altre cose, che “ogni minuto risparmiato costerà in media più di 100 milioni di euro” e che la TAV in Europa è così costosa anche perché vengono costruiti binari per far viaggiare i treni fino a 300 km orari quando, in realtà, in media si riesce a viaggiare ad appena il 45% della potenzialità. Tra le prassi positive, viene citata dalla Corte la scelta alternativa alla TAV fatta per la tratta Venezia-Trieste di potenziamento della linea convenzionale esistente, con un risparmio di 5,7 miliardi di euro ed appena 10 minuti in più di tempo di viaggio.
Motivo di soddisfazione per chi, come me, ha contrastato dal 2010 con gli altri amministratori del territorio, sia come sindaco di Roncade, sia come parlamentare, l’insostenibile progetto di alta velocità della Giunta regionale del Veneto, per la cui inutile progettazione – ricordo – sono stati buttati via 14 milioni di euro dei contribuenti. Perché il punto non è essere pro o contro la TAV, ma stabilire di quali infrastrutture prioritarie hanno bisogno i cittadini e le imprese per sostenere la crescita e lo sviluppo e su queste destinare le risorse limitate disponibili.
Simonetta Rubinato, presidente “Veneto Vivo”
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