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Presentato al CONI il Manifesto dei valori costituzionali e dello sport

3 minuti di lettura

Uguaglianza, dignità, libertà, legalità e solidarietà al centro dell’iniziativa promossa dalla Fondazione Nazionale tra i Cavalieri di Gran Croce e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano per rafforzare il ruolo educativo dello sport

ROMA. Portare i principi della Costituzione nella pratica sportiva e promuovere, attraverso lo sport, una cultura della cittadinanza attiva. È questo l’obiettivo del Manifesto dei valori costituzionali e dello sport, presentato oggi in occasione del Consiglio Nazionale del CONI, su iniziativa della Fondazione Nazionale tra i Cavalieri di Gran Croce e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, con la collaborazione di Comin & Partners.

Il documento nasce per valorizzare il legame tra i principi fondamentali della Carta costituzionale e i comportamenti che caratterizzano l’esperienza sportiva: il rispetto delle regole, la lealtà, l’uguaglianza, la solidarietà, l’impegno e la responsabilità. Un rapporto che ha trovato un riconoscimento esplicito anche nella Costituzione, con la modifica dell’articolo 33 entrata in vigore nel 2023, che riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme.

Dalla Costituzione al campo di gara

Il Manifesto richiama diversi principi costituzionali che trovano nello sport un terreno concreto di applicazione. Dalla sovranità popolare e dalla partecipazione, sancite dall’articolo 1, alla tutela dei diritti inviolabili e della dignità della persona prevista dall’articolo 2, fino al principio di uguaglianza dell’articolo 3 e al diritto al lavoro dell’articolo 4.

Il documento si sofferma inoltre sul ripudio della guerra e sulla promozione della pace, previsti dall’articolo 11, sulla libertà personale dell’articolo 13, sulla libertà religiosa dell’articolo 19 e sulla libertà di espressione dell’articolo 21. Completano il quadro il principio di legalità, il diritto all’istruzione, la tutela della famiglia, la solidarietà sociale e la partecipazione democratica, con riferimenti agli articoli 25, 29, 34, 38 e 48 della Costituzione.

L’intento è trasformare questi valori in comportamenti quotidiani, dentro e fuori dal campo di gara, riconoscendo allo sport una funzione che va oltre la competizione e il risultato. Palestre, società sportive e luoghi di allenamento possono diventare spazi di formazione nei quali imparare a rispettare gli altri, confrontarsi con le differenze e assumersi le proprie responsabilità.

Gorelli: «Lo sport è una scuola di vita»

«Lo sport non è soltanto competizione, vittoria, ricerca del risultato. È una scuola di vita, un luogo in cui si impara a rispettare le regole, a riconoscere il valore degli altri, ad affrontare le difficoltà e a comprendere che il successo autentico nasce dall’impegno, dalla disciplina, dalla capacità di non arrendersi», ha dichiarato Claudio Gorelli, presidente della Fondazione Nazionale tra i Cavalieri di Gran Croce.

Gorelli ha sottolineato il legame tra le regole dello sport e quelle della convivenza democratica: «È proprio il rispetto delle regole che costituisce il legame essenziale tra sport e Costituzione».

Il presidente della Fondazione ha evidenziato anche il ruolo che il Manifesto può svolgere nei luoghi dedicati all’attività sportiva, contribuendo a far conoscere ai giovani i principi che regolano la vita sociale e i diritti e doveri della cittadinanza. Nel suo intervento ha inoltre richiamato l’importanza dell’insegnamento della Costituzione nella scuola dell’obbligo.

Buonfiglio: «Una scuola di cittadinanza attiva»

Sulla stessa linea Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, che ha ribadito la capacità dello sport di tradurre i principi costituzionali in esperienze concrete.

«Lo sport rappresenta uno straordinario strumento di educazione e di crescita, capace di tradurre i principi della nostra Costituzione in esperienze e comportamenti concreti. Rispetto delle regole, uguaglianza, solidarietà e partecipazione sono valori che appartengono tanto alla Carta costituzionale quanto al movimento sportivo», ha affermato.

«Con questo Manifesto rafforziamo questo legame affinché lo sport continui ad essere, soprattutto per le giovani generazioni, una scuola di vita e di cittadinanza attiva», ha concluso Buonfiglio.

Il Manifesto si propone così di rafforzare la dimensione educativa dello sport, promuovendo una cultura nella quale il rispetto delle regole, la tutela della dignità personale e la partecipazione siano parte integrante dell’esperienza sportiva. Un percorso che punta a rendere i principi costituzionali non soltanto riferimenti da conoscere, ma valori da sperimentare e mettere in pratica ogni giorno

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