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Presentata la stagione di prosa 2018/2019 del Teatro Toniolo

6 minuti di lettura

Da vere e proprie icone della prosa italiana, come Michele Placido, Luca Barbareschi, Giuliana De Sio, Silvio Orlando, ad attori ormai nel pieno della maturità artistica, come Pierfrancesco Savino, Giuseppe Battiston, Lunetta Savino, Maria Amelia Monti, Luisa Ranieri, Marco Paolini, Roberto Citran, Serra Yilmaz, Lorella Cuccarini, a giovani emergenti, come Paolo Ruffini, Alessio Boni, Violante Placido, la stagione di prosa 2018/2019 del teatro Toniolo sarà davvero ricca di eventi, con un sapiente mix di opere classiche e contemporanee.
 
Grazie anche alla proficua collaborazione con Arteven, capace di coniugare l’eccellenza delle proposte a un’estesa varietà di temi, generi e registri di intrattenimento, gli spettacoli in cartellone da novembre ad aprile saranno 15.
 
La bussola delle scelte segue anche quest’anno una rotta composita, fra testi classici, rivisitazioni e nuove scritture per la scena.
Ad aprire i giochi sarà il Teatro Stabile di Catania, con Michele Placido e la sua personale lettura de sei personaggi in cerca d’autore, in scena dal 7 all’11 novembre. Giunto alla sua terza regia pirandelliana, l’attore-regista ascolano si riserva un ruolo da protagonista, cimentandosi col più noto dei lavori del grande drammaturgo agrigentino.
 
Risalendo il Novecento di circa tre decenni, ci troveremo di fronte a un altro gigante d’oltralpe, questa volta nella sfera dei crimini e delitti. La più famosa detective di Agatha Christie sale sul palcoscenico con la simpatia di Maria Amelia Monti, affiancata da Roberto Citran e Sabrina Scuccimarra, in Miss Marple – Giochi di Prestigio, in scena dal 21 al 25 novembre. L’adattamento teatrale, tratto dall’omonimo romanzo della grande scrittrice e drammaturga britannica, è a cura di Edoardo Erba, per la regia di Pierpaolo Sepe.
 
Con Aeros, in programma il 28 novembre, il Toniolo ripropone al pubblico uno spettacolo al limite fra teatro e danza; nato da un’idea originale di Antonio Gnecchi Ruscone, per le coreografie di Daniel Ezralow, David Parsons e Moses Pendleton, lo spettacolo vede protagonisti gli Atleti della Federazione di Ginnastica Rumena, in una creazione scenica composita e avvolgente, in cui si fondono humour, sensualità, sperimentazione e potenza fisica.
 
Ma restando oltre Manica e fra le inquietudini di metà secolo, è tempo di un classico; in The deep blue sea, proposto dal 12 al 16 dicembre, il drammaturgo londinese Terence Rattigan dà vita a una grande storia d’amore e di passione – da cui la regia di Luca Zingaretti mira a estrarre spunti e implicazioni contemporanee – coadiuvata dal talento di Luisa Ranieri.
 
A distanza di 20 anni, Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia si ritrovano insieme sul palco, a duettare per la prima volta in una commedia inedita. Scritto e messo in scena da Gabriele Pignotta, Non mi hai più detto Ti amo (16 – 20 gennaio) è un testo ironico e intelligente, cucito addosso ai due protagonisti che riattraversano sul palco il rapporto fra uomo e donna all’interno della famiglia, nelle sue infinite sfaccettature e contraddizioni.
 
La stagione prosegue con una vigorosa sterzata nel contemporaneo; Luca Barbareschi traduce e mette in scena, accanto a Lunetta Savino, l’ultimo testo dal drammaturgo statunitense David Mamet, composto nel 2016. Con Il Penitente, nelle sole date del 30 e 31 gennaio, assisteremo a una tragedia moderna: il dilemma morale di uno psichiatra chiamato a testimoniare in aula a favore di un proprio paziente accusato di strage, dilaniato per questo da un devastante conflitto interiore.
 
Dal 6 al 10 febbraio spazio all’adattamento del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, a firma di Francesco Niccolini, che vede in scena Alessio Boni e Serra Yilmaz affiancati da Marcello Prayer. Insieme a Roberto Aldorasi che lo affianca in regia, Boni ha isolato dal testo seicentesco di 1400 pagine le parti utili a una riscrittura teatrale efficace e coerente, che si snoda in circa due ore di spettacolo.
 
Con il drammaturgo Gianni Clementi e il suo Le signorine, una raffinatissima commedia in agrodolce ambientata in una merceria di un vicolo di Napoli, si torna a respirare aria di casa. Isa Danieli e Giuliana De Sio, dirette da Pierpaolo Sepe, dal 15 al 17 febbraio portano sulla scena Rosaria e Addolorata, una singolare coppia di zitelle rancorose, con il carattere aggressivo della prima a dominare la seconda senza scampo apparente, finché un inaspettato e drammatico episodio farà capovolgere i ruoli.
 
Intriso di stringente contemporaneità è il lavoro successivo, un atto unico del ‘77 firmato dal drammaturgo francese Bernard Marie Koltès, La notte poco prima delle foreste, in scena dal 19 al 24 febbraio. Un testo di cui Pierfrancesco Favino ha curato un originale adattamento teatrale per la regia di Lorenzo Gioielli, presentandone un significativo monologo durante l’ultimo Festival di San Remo. Koltès racconta una storia collettiva, attraverso i registri e le oscillazioni di un monologo straziante sui rapporti umani e le loro contraddizioni, fino a stanarne attrazioni e repulsioni, sensi di appartenenza e ragioni di estraneità.
 
Quando il teatro attraversa la storia per ridarle voce, gioca spesso con lo spazio e col tempo, plasmando sulla scena nuove lenti aggiuntive ed espedienti di rilettura; è il caso di Churchill, in programma il 27 e il 28 febbraio, un testo di Carlo G. Gabardini che mostra lo statista inglese in una sorta di sospensione onirica, in cui l’intera sua esistenza è compresente e finisce per parlare all’oggi con grande precisione. Sotto la regia di Paola Rota e affiancato da Maria Roveran, Giuseppe Battiston prende di petto la figura di Churchill, la reinventa, indaga il mistero dell’uomo attraverso la magia del teatro, senza mai perdere il potente senso dell’ironia.
 
Talvolta la storia si intreccia col mito, e il mito in ogni epoca si rivela inesauribile serbatoio di suggestioni. Nel lavoro a quattro mani di Marco Paolini e Francesco Niccolini Nel tempo degli DeiIl calzolaio di Ulisse, per la regia di Gabriele Vacis, dal 6 al 10 marzo l’attore bellunese ripercorre le orme del famoso eroe greco, qui ridotto a calzolaio viandante che da dieci anni girovaga senza meta con un remo in spalla, secondo la profezia che il fantasma di Tiresia, l’indovino cieco, gli fa nel suo viaggio nell’aldilà, narrato nel X canto dell’Odissea.
 
Non mancano, anche in questa stagione, le occasioni per esplorare forme stimolanti di interazione fra codici espressivi differenti, specie ove l’esperienza di ricerca abbia dato corpo a spettacoli di grande impatto emotivo. È il caso della compagnia tedesca Familie Flöz, impegnata dal 1994 alla costante riscoperta di discipline secolari come il teatro di figura, il teatro di maschera, la danza, la clownerie, l’acrobazia, la magia e l’improvvisazione. Con il nuovo spettacolo Dr Nest, il 13 e il 14 marzo la compagnia analizza l’enigmatica cartografia del cervello e le torbide profondità dell’animo umano, spalancando le porte di una casa di cura sui mondi bizzarri dei suoi abitanti e del personale che la gestisce.
 
Difficile, in una stagione che si rispetti, lasciare ai margini i giganti, sottrarsi al riaffiorare di nuove sensibilità per i testi ritenuti a ragione “immortali”. E nell’adattamento del Sogno di una notte di mezza estate (22 – 24 marzo) firmata da Massimiliano Bruno, mito, fiaba e quotidianità si intersecano continuamente all’interno di una originalissima rilettura del capolavoro shakespeariano, ricreate sulla scena dal talento di Stefano Fresi, Violante Placido e Paolo Ruffini.
 
Altro classico senza tempo, in virtù di un testo acuto e dissacrante come pochi, L’importanza di Chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde, in scena dal 4 al 7 aprile, conserva una freschezza sorprendente, a dispetto del suo secolo abbondante di vita e di rappresentazioni in tutto il mondo, qui nella vivace e divertente lettura registica di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia per il Teatro dell’Elfo.
 
Sei invece sono gli anni di vita dell’acclamato lavoro di Lucia Calamaro, vincitore del premio UBU nel 2012 per la miglior drammaturgia. Si nota all’imbrunire. Solitudine da paese spopolato porta sulla scena dal 12 al 14 aprile un Silvio Orlando in stato di grazia, la cui maschera attraversa senza sconti una patologia specifica del nostro tempo, definita dalla socio-psicologia con l’ossimoro, solo apparente, di solitudine sociale.
 
 
 
Teatro Toniolo
stagione IO SONO TEATRO 2018 /2019
 
dal 7 all’11 novembre
MICHELE PLACIDO, GUIA JELO, DAJANA RONCIONE
SEI PERSONAGGI IN CERCA DI AUTORE
di Luigi Pirandello
uno spettacolo di Michele Placido
 
dal 21 al 25 novembre
MARIA AMELIA MONTI
e con Roberto Citran, Sabrina Scuccimarra
MISS MARPLE, giochi di prestigio
di Agatha Christie
regia di Pierpaolo Sepe
 
28 novembre
ATLETI DELLA FEDERAZIONE DI GINNASTICA RUMENA
AEROS
coreografie di Daniel Ezralow, David Parsons, Moses Pendleton
 
dal 12 al 16 dicembre
LUISA RANIERI
THE DEEP BLUE SEA
di Terence Rattigan
regia di Luca Zingaretti
 
dal 16 al 20 gennaio
LORELLA CUCCARINI e GIAMPIERO INGRASSIA
NON MI HAI PIÙ DETTO TI AMO
scritto e diretto da Gabriele Pignotta
 
30 e 31 gennaio
LUNETTA SAVINO e LUCA BARBARESCHI
IL PENITENTE
di David Mamet
traduzione e regia di Luca Barbareschi
 
dal 6 al 10 febbraio
ALESSIO BONI e SERRA YILMAZ
e con Marcello Prayer
DON CHISCIOTTE
adattamento di Francesco Niccolini
dal romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra
regia di Alessio Boni, Roberto Aldorasi e Marcello Prayer
 
dal 15 al 17 febbraio
ISA DANIELI e GIULIANA DE SIO
LE SIGNORINE
di Gianni Clementi
regia di Pierpaolo Sepe
 
19 febbraio – fuori abbonamento –
dal 20 al 24 FEBBRAIO
PIERFRANCESCO FAVINO
LA NOTTE POCO PRIMA DELLE FORESTE
di Bernard-Marie Koltès
adattamento di Pierfrancesco Favino
regia di Lorenzo Gioielli
 
27 e 28 febbraio
GIUSEPPE BATTISTON
CHURCHILL
di Carlo G. Gabardini
regia di Paola Rota
 
dal 6 al 10 marzo
MARCO PAOLINI
NEL TEMPO DEGLI DEI. IL CALZOLAIO DI ULISSE
di Marco Paolini e Francesco Niccolini
regia di Gabriele Vacis
 
13 e 14 marzo
FAMILIE FLÖZ
DR NEST
un’opera di F. Baumgarten, A. Kistel, B. Leese,
B. Reber, H. Schüler, M. Suethoff e M. Vogel
regia di Hajo Schüler
 
dal 22 al 24 marzo
STEFANO FRESI, VIOLANTE PLACIDO e PAOLO RUFFINI
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
di William Shakespeare
adattamento e regia di Massimiliano Bruno
 
dal 4 al 7 aprile
TEATRO DELL’ELFO
L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO
di Oscar Wilde
regia, scene e costumi di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
 
dal 12 al 14 aprile
SILVIO ORLANDO
SI NOTA ALL’IMBRUNIRE (Solitudine da paese spopolato)
testi e regia di Lucia Calamaro

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