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Preoccupazione dei 5 Stelle sull’inquinamento da mercurio a Mogliano

2 minuti di lettura

Il Movimento 5 Stelle moglianese interviene ancora una volta con decisione sul’inquinamento da mercurio nei pozzi del territorio comunale.

 

“Inquinamento da mercurio basta tentennamenti – dichiara Cristina Manes portavoce dei penta stellati – L’Amministrazione proceda con urgenza con un censimento a tappeto dei pozzi e fornisca ad ARPAV le indicazioni sui pozzi da monitorare”.

 

“I risultati del monitoraggio sul mercurio effettuato a Mogliano non ci restituisce la reale esposizione del nostro Comune all’inquinamento. Sono stati analizzati solo quattro pozzi e tutti ubicati in Via della Croce, in civici attigui, due dei quali nello stesso civico”.

 

“L’Assessore Mancini ha dichiarato che fra i 500 pozzi censiti si è cercato di individuare quelli potenzialmente più esposti al plume della contaminazione da mercurio, ma non è così.

 

“Le preoccupazioni sono confermate dalla rivelazione di una situazione particolarmente grave in Via Schiavonia Nuova e Via Baratta Vecchia a Preganziol. I valori più elevati sono quelli rilevati ad ovest del Terraglio, cioè quelli più prossimi alla zona di Campocroce. Allora perché non si è cercato nei pozzi più prossimi a quelli con i valori più elevati, perché quelli in Via della Croce?”

 

“Sarebbe stato più sensato avere dei campioni nelle diverse zone di Mogliano. – continua la Manes – Ho chiesto ad ARPAV e la risposta è stata che in mancanza di indicazioni del comune ARPAV è andata alla ricerca dei pozzi in maniera autonoma, ma è disponibile ad effettuare nuove analisi su altri pozzi che il comune voglia indicare, ma il Comune non è in possesso di tutti i dati relativi ai pozzi del suo territorio”.

 

“Occorre con urgenza un censimento dei pozzi. L’Amministrazione fornisca al più presto ad ARPAV le indicazioni sui pozzi da monitorare. Quello che il comune ha oggi è un elenco di circa 500 pozzi che non sono la totalità dei pozzi presenti nel nostro territorio. I valori riscontati dal 2010 ad oggi nei comuni di Preganziol, Quinto, Treviso e Casier interessano una zona limitata del territorio e non rappresentano l’esatta entità del fenomeno. Sappiamo che esiste l’inquinamento solo dove l’abbiamo cercato. La dimensione del fenomeno è ancora tutta da chiarire come la sua causa”.

 

“Si continua ad affermare che l’inquinamento interessa l’ottava falda quindi i pozzi tra i 200 e 300 metri, ma non si può escludere che le acque sotterranee possano essere inquinate anche ad altre profondità”.

 

“Abbiamo ottenuto – conclude la Manes – la partecipazione del Comune di Mogliano ai tavoli con ARPAV, Uls e Regione insieme agli altri comuni interessati per chiedere la ricerca della causa dell’inquinamento, la bonifica e l’estensione del monitoraggio anche nel nostro territorio, ma l’occasione è servita all’Amministrazione solo per tranquillizzare i cittadini e regalarsi un’immagine efficiente”.

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