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Premio di pittura Mestre 2026 e l’omaggio alla carriera per Luciano Zarotti

1 minuti di lettura

Martedì 21 aprile presso il Centro Culturale Candiani a Mestre nell’ambito del Premio di Pittura Mestre 2026 è arrivato l’omaggio alla carriera per il maestro Luciano Zarotti

Inserita nell’ambito della mostra Premio Mestre di Pittura 2026 in esposizione presso gli spazi MUVEC, il Centro Culturale Candiani ospita piacevolmente un ciclo di conferenze partito proprio alla volta di ieri. E il maestro Luciano Zarotti è stato il primo ospite, protagonista assoluto quanto discreto, introdotto da Christiano Costantini, Presidente del Circolo Veneto, coordinatore organizzativo del Premio Mestre di Pittura e presentato da Marco Dolfin, critico e storico dell’arte. I relatori presenti in aula erano Giovanni Bianchi, Università degli Studi di Padova, critico e storico dell’arte nonchè autore del testo in catalogo e Matteo Piccolo, Conservatore Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia – Cà Pesaro, autore del testo in catalogo. Da sottolineare che il Premio alla Carriera è un riconoscimento nato nel 2021 per rendere merito, ad ogni edizione, ad un artista che non solo si è distinto per talento e meriti nella sua lunga carriera, ma vieppiù, per l’acclarato legame con il territorio. Caratteristica quest’ultima suggestiva e fortemente identitaria. Nel corso della serata il giusto riconoscimento al maestro Luciano Zarotti, che nasce a Venezia nel 1942, è andato oltre la classica narrativa riguardo opere e riconoscimenti passati. I relatori, in maniera perfettamente assortita ne hanno, tramite un delizioso excursus storico, decantato la poliedrica attività, partendo dalla formazione all’Académie des Beaux -Arts de Paris nonchè della Scuola libera del nudo dell’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Luigi Tito, di cui divenne assistente e infine titolare di cattedre di Tecniche pittoriche e Affresco. Senza ovviamente tralasciare il percorso puramente creativo e operoso nonchè fertile di Zarotti, talento puro ma anche profondo studioso e conoscitore della materia, attraverso “i primi lavori“, piccole tele dove il paesaggio en plein air, appena abbozzato, rappresentava un albore già ricco di quella lungimiranza che ha fatto di Zarotti un artista completo, ancora oggi alla ricerca dell’emozione e di nuovi frangenti. Complice quella frastagliata côte culturale che gli consente di poter continuare ad “esercitare il mestiere del pittore, con la professionalità e il lavoro”, come nell’intervista finale che ci ha concesso ribadisce in modo chiaro e convincente.

Zero Biscuit di Mauro Lama

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Giornalista pubblicista, cura personalmente rubriche di arte e cinema.
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