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Premio competenze digitali: AIDR chiede trasparenza alla politica

2 minuti di lettura

Il Premio Nazionale per le Competenze Digitali, giunto alla sua terza edizione, si trova al centro di un dibattito acceso sulla trasparenza. La Fondazione AIDR lancia un appello alla politica, chiedendo chiarezza nei criteri di valutazione per garantire l’autorevolezza del riconoscimento e promuovere una vera trasformazione digitale

ROMA. Con le candidature aperte fino al 19 luglio, la terza edizione del Premio Nazionale per le Competenze Digitali rappresenta un’occasione cruciale per valorizzare progetti che mirano a colmare il divario digitale e a migliorare l’accessibilità dei servizi pubblici. Tuttavia, la Fondazione AIDR sottolinea che l’autorevolezza di un premio istituzionale dipende interamente dalla piena comprensibilità, verificabilità e trasparenza di ogni fase, dall’ammissibilità alla valutazione finale.

La Fondazione AIDR (www.aidr.it) partecipa al Premio con “TributIAmo” (www.tributiamo.it), una piattaforma gratuita progettata per cittadini, commercialisti e CAF (Centri di Assistenza Fiscale). Questo strumento innovativo promuove l’educazione civica fiscale, facilitando l’avvicinamento a un sistema tributario spesso percepito come distante e complesso. “TributIAmo” si configura come un vero e proprio “personal trainer della cittadinanza fiscale”, offrendo contenuti chiari, assistenza intelligente e strumenti digitali pensati per guidare l’utente tra servizi, scadenze, diritti e doveri.

Francesco Pagano, direttore generale e responsabile osservatorio cybersecurity della Fondazione AIDR, esprime perplessità sulla metodologia di valutazione attuale: “Nell’era digitale – osserva Pagano – non comprendiamo perché il Dipartimento per la trasformazione digitale, guidato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione, Alessio Butti, non scelga di utilizzare sistemi algoritmici di supporto alla selezione, basati sui criteri del regolamento, pubblici, auditabili e sempre sotto controllo umano.” Pagano avverte sui rischi di un approccio puramente soggettivo: “Affidare la prima e decisiva valutazione solo a una commissione significa correre il rischio che la soggettività, il sentiment del momento o la volontà della politica pesino più dei dati oggettivi. Gli algoritmi non devono sostituire la responsabilità delle persone, ma rendere tracciabile e verificabile il percorso che porta a ogni punteggio.”

La Fondazione AIDR ribadisce che la vera innovazione non si limita alla digitalizzazione della burocrazia, ma consiste nel renderla comprensibile e quindi fruibile da tutti. Allo stesso modo, la trasparenza non può esaurirsi in un semplice elenco di criteri; richiede punteggi motivati, una commissione dalla composizione chiara e indipendente, una gestione trasparente della votazione pubblica e la piena accessibilità degli esiti.

AIDR accoglie con favore l’iniziativa del Premio, ma insiste affinché il merito non sia solo proclamato, ma concretamente dimostrato. La Fondazione conclude il suo appello affermando che “la trasparenza non è una richiesta polemica, è la prima competenza digitale di una democrazia moderna”, sottolineando l’importanza di processi chiari e verificabili per costruire fiducia e promuovere una vera trasformazione digitale e inclusiva.

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