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Pompei ultima scoperta: stasera su Raidue il Thermopolium

2 minuti di lettura

Domenica 27 Dicembre, in prima serata su Raidue, il docu-film con le ultime sorprendenti scoperte nel sito archeologico più importante d’Europa.

 

In un momento in cui l’emergenza sanitaria obbliga musei, cinema e teatri italiani a restare ancora chiusi, RAI Documentari invita il grande pubblico a seguire le grandi scoperte nel sito archeologico più importante d’Europa, quello di Pompei, attraverso un documentario che ricostruisce, grazie a una dettagliata fiction, le circostanze e gli ultimi momenti di vita delle vittime ritrovate durante i recentissimi scavi.  Immagini esclusive che restituiscono, in soggettiva, gli eventi delle ultime ore di Pompei. Un’inedita fusione tra scienza ed emozioni.

 

Il docu-film, in onda domenica 27 Dicembre, in prima serata su Raidue, è uno straordinario progetto documentaristico co-prodotto da Gedeon Programmes e dal Parco Archeologico di Pompei, in collaborazione con France Télévisions, RTBF Télévision belge, Unità Documentari EBU Coproduction Fund.

 

“Pompei ultima scoperta”, diretto da Pierre Stine – che ha appena vinto il premio come miglior progetto multi format al World Congress of Science and Factual Producers 2020 – non è solo un film ma un grande documento. Per due anni le telecamere hanno seguito gli ultimi lavori di scavo e messa in sicurezza del Parco Archeologico, raccontando la fatica, la dedizione, le emozioni, la gioia di tutti coloro che ogni giorno lavorano intensamente per ridare luce, identità e una nuova vita alla storia.

 

Ad accompagnare i telespettatori alla scoperta dell’antica Pompei una guida d’eccezione, Massimo Osanna, Direttore del Parco Archeologico di Pompei e Direttore Generale dei Musei del MIBACT. Il suo racconto in presa diretta e le testimonianze inedite della sua equipe di esperti (archeologi, vulcanologi, restauratori, paleografi, antropologi) svelano le ricchezze e i dettagli esclusivi degli ultimi ritrovamenti, facendo rivivere agli spettatori l’emozione degli archeologi ed immaginare, oltre le scoperte, la vita quotidiana della città romana e dei suoi abitanti. Gli scavi, iniziati nel 2018 dopo 70 anni di inattività, hanno portato alla luce un quartiere incontaminato della città romana ancora adagiato sotto le ceneri vulcaniche dell’eruzione del 79 d.C. Le informazioni precise raccolte dagli scienziati sul campo, inclusi i campioni di DNA dei corpi, consentono di risalire all’identità degli abitanti, ai loro legami familiari e alle circostanze esatte della morte.

 

Nel Novembre 2020, poi, un’ulteriore sorprendente scoperta, che RAI Documentari racconta in esclusiva, scaturisce da uno scavo clandestino. Non lontano dai cunicoli scavati dai tombaroli, si trova infatti una delle più grandi scoperte degli ultimi anni, filmata per la prima volta grazie a una telecamera endoscopica, in grado di prelevare informazioni preziose sul contenuto della cavità: due corpi pressoché intatti. Grazie a un innovativo laser scanner in grado di rilevare due milioni di punti al secondo, è stato poi possibile ricostruire un modello 3D dello spazio: indizi che come in un “Cold Case”, permettono di risalire per la prima volta alla data esatta, all’attimo prima che la furia del Vesuvio distruggesse tutto, il 25 ottobre del 79 d.C.

 

“Questo importante documentario suggella un’epoca, quella degli scavi e delle grandi scoperte scientifiche nel sito archeologico di Pompei” dichiara Duilio Giammaria, Direttore di RAI DOCUMENTARI. “Si tratta di una delle più grandi operazioni culturali ed economiche mai compiute sul patrimonio storico e artistico del nostro Paese, promossa dal MIBACT con il contributo dell’Unione Europea, per valorizzare una delle più grandi ricchezze italiane, ammirata in tutto il mondo. Questo progetto è un fiore all’occhiello per Rai Documentari, creata a inizio 2020 con l’obiettivo di far crescere il genere del documentario, attraverso lo sviluppo di narrazioni su temi inediti e con linguaggi innovativi, in grado di coinvolgere ed appassionare un numero sempre crescente di spettatori”.

 

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