Sembra che l’inquinamento da polveri sottili, PM10 e PM25, che attanaglia la Val Padana, dipenda in gran parte da fattori estranei a noi e al traffico veicolare, come si credeva.
Infatti, il satellite Copernicus Sentinel 5P ha rilevato un forte calo dell’NO 2 (biossido di ozono) dovuto alla fortissima diminuzione del traffico causa blocco provocato dall’epidemia di Coronavirus, ma non una riduzione delle polveri sottili; al contrario si registra un forte aumento di tali polveri.
I dati elaborati da ARPAV Lazio e da ARPAE Emilia Romagna tendono a dimostrare che la massa d’aria proveniente dall’est, mar Caspio, trasporta fortissime concentrazioni di polveri sottili che investono il Nord Italia.
Queste masse di aria stracolme di PM10 e PM 25 rimangono intrappolate dall’arco Alpino e da quello degli Appennini, ristagnando sulla Val Padana.
In conclusione, l’inquinamento da polveri sottili è in gran parte un regalo che altri ci fanno e non colpa dei nostri motori diesel, ai quali è imputabile solo una minima parte dell’inquinamento.
Fonte: Focus
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