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Plastic Free: 12 Tonnellate di rifiuti rimosse per gli oceani

3 minuti di lettura

In un’azione senza precedenti per la tutela ambientale, Plastic Free Onlus ha mobilitato migliaia di volontari in tutta Italia, culminando in un’impressionante raccolta di rifiuti in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani. L’iniziativa ha visto un impegno collettivo per liberare il territorio da tonnellate di inquinanti

ITALIA. In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, celebrata l’8 giugno, Plastic Free Onlus ha tracciato un bilancio straordinario della sua recente mobilitazione nazionale. Nel weekend del 6 e 7 giugno, l’organizzazione ha promosso una vasta campagna contro l’abbandono di mozziconi di sigaretta e altri rifiuti dispersi nell’ambiente. L’iniziativa ha coinvolto quasi 120 appuntamenti distribuiti su tutto il territorio italiano, con la partecipazione attiva di circa 2.000 volontari. Questi ultimi si sono dedicati alla pulizia di città, spiagge, parchi, piazze, aree verdi e corsi d’acqua, riuscendo a rimuovere complessivamente circa 12.000 chilogrammi, ovvero 12 tonnellate, di rifiuti. Un risultato che ha impedito a plastica, mozziconi e altri materiali inquinanti di raggiungere tombini, fiumi e, in ultima analisi, i nostri mari.

La mobilitazione, strategicamente avviata in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno e conclusa simbolicamente a ridosso della Giornata Mondiale degli Oceani, ha adottato il claim “Il pianeta non è un portacenere”. L’obiettivo primario era sensibilizzare cittadini e fumatori su uno dei rifiuti più pervasivi e spesso sottovalutati: il mozzicone di sigaretta. Questo piccolo ma insidioso scarto rappresenta una minaccia significativa per l’ecosistema, data la sua onnipresenza e la sua composizione.

Durante le numerose attività di pulizia, sono state raccolte diverse centinaia di chili di mozziconi. Per dare una misura dell’impatto, considerando un peso medio di circa 0,3 grammi per singolo filtro, la raccolta di 150 chilogrammi di mozziconi equivale già a circa 500.000 unità sottratte all’ambiente. Questi numeri evidenziano la portata di un gesto che, sebbene percepito come insignificante dal singolo, è capace di provocare danni enormi e cumulativi agli ecosistemi naturali, specialmente quelli acquatici.

La pericolosità dei filtri delle sigarette risiede nella loro composizione: non sono fatti di cotone, come molti credono, ma di acetato di cellulosa, una plastica sintetica. Questa sostanza impiega oltre dieci anni per degradarsi completamente, frammentandosi progressivamente in micro e nanoplastiche. Attraverso tombini, vento e pioggia, i mozziconi abbandonati a terra possono facilmente raggiungere corsi d’acqua e mari, rilasciando sostanze tossiche e mettendo seriamente a rischio pesci, tartarughe, uccelli marini e l’intera biodiversità marina. L’impatto è silenzioso ma devastante, contribuendo all’inquinamento globale da microplastiche che ormai permea ogni angolo del nostro pianeta.

“Abbiamo scelto di collegare questa mobilitazione alla Giornata Mondiale degli Oceani perché il mare comincia molto prima della spiaggia: comincia dai nostri marciapiedi, dalle piazze, dai tombini, dai parchi e dai fiumi”, ha dichiarato Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus. “Ogni rifiuto tolto dall’ambiente è un rifiuto in meno che può finire in mare. E ogni mozzicone raccolto è un messaggio chiaro a chi continua a considerare il suolo pubblico un portacenere a cielo aperto. Quasi 2.000 volontari, circa 120 appuntamenti e 12 tonnellate di rifiuti raccolti dimostrano che l’Italia che si rimbocca le maniche esiste ed è più forte dell’indifferenza”, ha proseguito De Gaetano, sottolineando l’importanza dell’azione collettiva.

Il presidente ha poi aggiunto un monito cruciale: “Ma non possiamo fermarci alla raccolta. Serve un cambio culturale profondo: più educazione ambientale, più controlli, più posacenere urbani, più smoking area attrezzate e una maggiore responsabilità individuale. L’assuefazione visiva ai mozziconi è uno dei problemi più gravi: ci siamo abituati a vederli ovunque e per questo abbiamo smesso di considerarli un’emergenza”. Questa riflessione evidenzia la necessità di un approccio olistico che vada oltre la semplice pulizia, mirando a modificare le abitudini e la percezione comune del problema.

La Giornata Mondiale degli Oceani, ricorrenza annuale, serve a ricordare il ruolo insostituibile dei mari per la vita sulla Terra. Essi producono una parte essenziale dell’ossigeno che respiriamo, assorbono ingenti quantità di anidride carbonica, regolano il clima globale e custodiscono una biodiversità inestimabile. Tuttavia, questi ecosistemi vitali sono sotto una pressione crescente a causa di molteplici fattori: l’inquinamento da plastica e microplastiche, il surriscaldamento globale, l’acidificazione degli oceani e la progressiva perdita di biodiversità. La salute degli oceani è intrinsecamente legata alla nostra stessa sopravvivenza e benessere.

Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato attiva dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, non intende fermarsi. Nelle prossime settimane, continuerà a promuovere iniziative di sensibilizzazione, cleanup ambientali e attività educative nelle scuole. L’obiettivo è chiaro: trasformare la tutela dell’ambiente da un’azione sporadica a un impegno quotidiano e condiviso, coinvolgendo sempre più persone nella salvaguardia del nostro pianeta.

“Proteggere gli oceani non significa guardare soltanto al mare aperto”, ha concluso De Gaetano, “ma cambiare i comportamenti a terra. Perché ciò che abbandoniamo oggi su un marciapiede, domani può diventare microplastica nel mare e, prima o poi, tornare anche sulle nostre tavole”. Un messaggio potente che lega indissolubilmente le nostre azioni quotidiane alla salute degli ecosistemi marini e, in ultima analisi, alla nostra stessa salute.

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